ZEISS LUMINAR 40mm f/4.5 contro CANON MACROPHOTO 35mm f/2.8

PRESENTAZIONE

Come in ogni contesto delle umane vicende, ci sono sfide che primeggiano sui rotocalchi e sfide che rimangono ignote ai più. Ci sono confronti sui quali ciascuno ritiene di poter dire la sua e confronti che semplicemente non interessano a nessuno. Ci sono duelli passati alla storia e duelli di cui nessuno ricorda. E questa è una sfida dal sapore decisamente esoterico, riservata a pochi adepti dall'occhio ben allenato e consapevole. Una sfida al limite della fotomicrografia, consumata in un ring piuttosto difficile: il rapporto di ingrandimento 5:1 (corrispondente ad un campo inquadrato di circa 4,7mm sul sensore di una DSRL formato DX).
I contendenti sono due rampolli di lusso di altrettanti nobili casati: il Canon Macrophoto 35mm  f/2.8 e lo Zeiss Luminar 40mm f/4.5, entrambi in montatura RMS (Royal Microscope Screw) da microscopio.
Il Canon Macrophoto 35m f/2.8 testimonia la vivacità  di un marchio che non ha mai tralasciato alcun settore di mercato (nemmeno se di nicchia, come la fotomicrografia). Articolato in un tradizionale schema ottico a doppio Gauss invertito, il piccolo Canon si compone di 6 elementi in 4 gruppi. Venduto assieme al complesso adattatore RMS/Canon FD, questo piccolo gioiello di tecnologia è vistosamente caratterizzato dalla presa di forza a leva (per l'azionamento del diaframma a 9 lamelle, dotato del classico meccanismo a "click-stop") e dalla parte anteriore del barilotto sagomata a tronco di cono (per agevolare l'illuminazione con distanza di lavoro così ridotte).
Lo Zeiss Luminar 40mm f/4.5 fa parte della blasonata e gloriossima  "famiglia Luminar", sulla quale sono stati scritti numerosi articoli facilmente reperibili on line.
L'esemplare oggetto del test è certamente un obiettivo piuttosto datato, risalente alle prime serie degli anni '60 (sebbene già dotato del classico logo Carl Zeiss "doppietto acromatico", anziché dell'antico logo Zeiss Winkel, identificativo della primissima serie). Come tutti i Luminar (escluso il 100mm f/6.3), presenta una montatura con passo RMS da microscopio (20,32mm x 0,7mm) ed era previsto per lavorare in abbinamento al sistema Zeiss Ultraphot. Il cuore ottico è costituito da un semplicissimo tripletto, estremamente simile a quello del 63mm f/4.5 e del 100mm f/6.3. Manca naturalmente un elicoide di messa a fuoco e il diaframma è un capolavoro d'ingegneria, costituito com'è da ben 12 lamelle. Il rivestimento antiriflesso appare piuttosto primitivo e sicuramente a strato singolo. La scala dei diaframmi è la classica "scala fattoriale" Luminar, con numeri che raddoppiano da 1 a 30 (secondo una successione di ragione 2 e fattore di scala 1, approssimata negli ultimi due valori). In pratica, ad ogni membro della successione occorre raddoppiare il tempo di posa: cioè, al valore 1 corrisponde diaframma f/4.5, a valore 2 corrisponde f/6.3, a valore 4 corrisponde f/9 e così via...
Mentre il Canon 35mm appartiene alla mia piccola collezione di ottiche in montatura RMS, il Luminar 40mm fa parte di un lotto di ottiche prestatomi dal caro amico Klaus, certamente il più illuminato collezionista di ottiche macro e supermacro. Una parte della sua collezione è visitabile on line all'indirizzo internet: www.macrolenses.de

TEST

La prova comparativa è stata effettuata riprendendo a rapporto di riproduzione 5:1 (un po' meno nello Zeiss, di focale leggermente più lunga) una banconota da 20 euro. Le fotografie sono state effettuate utilizzando la fotocamera Nikon D70s su un macroscopio autocostruito (derivante da uno stativo da microscopio Leitz Laborlux anni '60). Tra la fotocamera ed il macroscopio è stato interposto un tubo di prolunga Nikon PK-13, per un tiraggio complessivo di circa 130mm. L'illuminazione è stata fornita da un sistema a fibre ottiche Marcel Aubert L-100 con lampada alogena da 100W. Gli scatti sono stati effettuati con la fotocamera settata in qualità RAW, sensibilità 200 ISO, contrasto, nitidezza e saturazione normali, esposizione manuale. I file .NEF sono stati convertiti in .JPG con Adobe Camera RAW 4.6, utilizzando i parametri di default e intervenendo unicamente sulla taratura fine del bianco.

M = 5X - Centro

M = 5X - Medio

M = 5X - Bordi

Come si può notare dall'osservazione dei ritagli al 100%, il Canon sfodera prestazioni brillantissime in asse già da f/2.8, migliora di pochissimo a f/4 (probabilmente a causa del contributo dell'aumentata profondità di campo) e inizia a perdere chiaramente nitidezza a diaframma f/5.6, per effetto della diffrazione. Si ricordi che a questi rapporti di ingrandimento,  la diffrazione inizia ad intaccare la nitidezza già a diaframmi relativamente aperti. Inutile pertanto estendere il test ad aperture minori. 
Il Luminar presenta una nitidezza al centro più ridotta (specialmente ad f/4.5, cioè a diaframma 1), migliora a diaframma 2 (f/6.3) e inizia a perdere risolvenza a diaframma 4 (corrispondente ad f/9). 
A maggiore distanza dal centro (a circa 8mm dall'asse del sensore), la differenza di risoluzione tra i due aumenta ulteriormente a vantaggio del Canon, che continua a mostrare prestazioni eccellenti a f/4 e molto buone a f/2.8 e f/5.6. Il Luminar dà il meglio di sé a diaframma 2, ma tiene ancora molto bene fino a diaframma 9.
Ai bordi estremi però il Luminar subisce un vero e proprio tracollo che francamente non mi aspettavo. Certo non è tutta colpa dell'obiettivo: la scelta di un soggetto perfettamente pianeggiante evidenzia fortemente i gravi problemi di curvatura di campo del Luminar 40 (in realtà condivisi anche dal fratellino maggiore 63mm f/4.5, vecchia serie). Focheggiando avanti e indietro, infatti, il Luminar recupera qualcosa in nitidezza, sebbene non possa comunque competere con il Canon. Quest'ultimo infatti continua a mostrare prestazioni entusiasmanti persino ai bordi estremi e persino a f/2.8. Il suo miglior diaframma di lavoro rimane comunque f/4.

CONCLUSIONI

Nonostante la sua reputazione non sia eccellente, il Canon Macrophoto 35mm f/2.8 raggiunge ad f/4 (il suo diaframma migliore) prestazioni assolutamente straordinarie, con una nitidezza elevatissima e costante da bordo a bordo. 
Lo Zeiss Luminar 40mm f/4.5 (nonostante le aspettative del blasone) risente invece della sua anzianità di progetto, con una pesante curvatura di campo ed un trattamento antiriflessi che pregiudica il contrasto generale. Sicuramente più efficace su soggetti più tridimensionali, sfigura (specialmente ai bordi) nella prova della banconota. Il Luminar appare comunque meno penalizzato dalla diffrazione e questa è certamente una saggia scelta di progetto.


The Canon Macrophoto 35mm f/2.8 hasn't an excellent reputation; nevertheless, it shows at f/4 (the best stop, all things considered) exciting performances, with a very high sharpness, unchanged corner to corner.
The Zeiss Luminar 40mm f/4.5 feels the effect of its old design, with an heavy field curvature and a poor anti-reflective coating. Probably, it catches up on a real subject (more three-dimensional), but in the banknote test it makes a poor showing (especially at corner). It appears less optimized at wide open and this is a good choice.

Galleria fotografica

Caratteristiche Tecniche

  • Modello: Canon 35/2.8
  • Lunghezza focale: 35 mm
  • Apertura massima: f/2.8
  • Schema ottico: 6 elementi in 4 gruppi
  • Scala dei diaframmi: da 2.8 a 22
  • R.R. ottimale : 1.8x - 5x
  • Dimensioni: 22.5mm x 40.0mm
  • Montatura: RMS
***
  • Modello: Zeiss Luminar 40/4.5
  • Lunghezza focale: 40mm
  • Apertura massima: f/4.5
  • Schema ottico: 3 elementi in 3 gruppi
  • Scala dei diaframmi: da 1 a 30
  • R.R. ottimale : 4x - 16x
  • Dimensioni: 22.5mm x 27.5mm
  • Montatura: RMS