Ogni obiettivo nasce con un proprio destino.
È molto probabile che un
poderoso supertele finisca prima o poi per incrociare il fiero sguardo
di un raro
predatore. Che un superluminoso da ritratto accarezzi voluttuosamente il
volto sensuale di una conturbante modella. Che un obiettivo macro si
addentri con taglente rigore tra le misteriose trame di microcosmi
ignoti ai più. Che un esoterico decentrabile
scansioni sotto un cielo grigio gli austeri prospetti di antiche città
d'arte. Ed è molto probabile che un obiettivo da ingranditore trascorra la propria esistenza nelle misteriose atmosfere
voyeur di
una camera oscura, soffocato dagli odori dei regenti e senza mai vedere
la bianca luce del sole.
Ma la fotografia, si sa, è soprattutto sperimentazione, talvolta persino
improvvisazione, e questo, unitamente alla flessibilità intrinseca al
sistema micro 4/3, è il principale motivo per cui ho deciso di
riscrivere il destino del mio Rodenstock Rodagon 80mm f/4. E l'ho fatto
montandolo su di un elicoide di messa a fuoco di provenienza cinese,
opportunamente modificato per il montaggio sulla Panasonic G1.
Ne è risultato un compatto e leggero 80mm macro, capace di registrare
immagini nitide e contrastate dall'infinito fino ad un rapporto di
riproduzione leggermente superiore a 1:2.
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| Rodagon 80mm f/4 |
Rodagon 80mm f/4 |
Rodagon 80mm f/4 |
Elicoide |
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| Rodagon 80mm f/4 |
Rodagon 80mm f/4 |
Rodagon 80mm f/4 |
Schema ottico 80/4 |
Il Rodenstock Rodagon 80mm f/4 è un classico "sei
lenti" progettato per la stampa di negativi formato 6x7 cm, facente
parte della numerosa famiglia dei Rodagon da stampa, con lunghezze
focali comprese tra i 28 e i 150mm. Il Rodagon 80 presenta una
filettatura posteriore nel classico passo Leica 39x1mm ed una
filettatura frontale porta-filtri da 40.5mm, sulla quale ho inserito un
paraluce in metallo di estensione consistente, dato che l'ottica ha
mostrato un certa tendenza alle interriflessioni (fatto abbastanza
naturale, se si considera che l'obiettivo è stato progettato per
ricevere la luce solo da terga!). La scala dei diaframmi, compresa tra
f/4 ed f/22, viene controllata da una ghiera con possibilità di
disabilitzione del click-stop e con un pratico sistema di
pre-selezione (utilissimo nelle riprese macro sul campo).
L'elicoide di messa a fuoco, di provenienza cinese ma apparentemente "no-branded",
offre un escursione di tiraggio compresa tra 35 e 90mm (ai quali bisogna
aggiungere lo spessore dell'adattatore per µ4/3), sufficiente per
consentire al Rodagon 80 la possibilità di focheggiare da infinito a
poco più di 1:2. La complessione meccanica generale è piuttosto buona,
con uno schema a 3 camme che evita la rotazione dell'ottica in fase di
focheggiatura. La giera di messa a fuoco scorre con una buona resistenza
e i giochi meccanici sono molto ridotti (e comunque limitati alla
massima estensione). Unico difetto ravvisabile, a mio parere, la
mancanza di un baffo che schermi la filettatura interna, peraltro
riccamente lubrificata, evitando di favorire la comparsa di riflessi
interni.
Il vistoso anello di raccordo visibile nella parte anteriore
dell'elicoide è un anello di raccordo atto ad ospitare il flash anulare
Sigma EM-140 DG.
Caratteristiche tecniche
| Modello |
Rodagon 80mm f/4 (con elicoide) |
| Lunghezza focale |
80 mm |
| Apertura massima |
f/4 |
| Lenti e gruppi |
6 elementi in 4 gruppi |
| Scala dei diaframmi |
da f/4 a f/22 |
| Scala delle distanze |
Da infinito a 35cm |
| Massimo R.R. |
1:2 |
| Peso |
110g (350g) |
| Dimensioni |
44.2mm x 50mm (87.5mm x 78.5mm) |
| Diametro filtri |
40.5mm |
TEST
Il test a lunga distanza del Rodenstock Rodagon 80mm
f/4
è stato effettuato montando l'ottica suddetta su una Panasonic G1 e
riprendendo da circa 100 metri di distanza una gru edile a bandiera. La
fotocamera è stata piazzata su un roccioso tripode Gitzo 1340, dotato di
testa a sfera Cullmann 40200. Gli scatti sono stati effettuati in
formato RAW 4:3, con esposizione manuale e successivamente convertiti in
.JPG con Adobe Camera Raw 6.4 secondo i parametri di default del
software.
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lunga distanza |
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| centro |
bordi |
La sequenza degli scatti ai vari diaframmi evidenzia
un comportamento del Rodagon 80/4 sulla lunga distanza piuttosto
omogeneo, con un leggero velo di flare af f/4, subito recuperato
ad f/5.6. Nel complesso il diaframma migliore sembra essere f/8, ma
l'ottica è già eccellente ad f/5.6. L'omogeneità tra il centro ed i
bordi è una delle doti migliori di quest'ottica, non dimenticando però
che stiamo lavorando su un sensore µ4/3 che, sebbene molto esigente in
fatto di risoluzione (equivalente alla domanda di un sensore FF da 48
MPixel), utilizza solo la porzione più centrale di un'ottica comunque
progettata per la stampa di negativi medio-formato. Si noti come
già ad f/11 la risoluzione venga insidiata da fenomeni connessi alla
diffrazione, che diventano palesemente distruttivi ad f/16-22.
Naturalmente, è nel campo macro che ci si attende le
migliori prestazioni da un'ottica da ingranditore ed il Rodagon 80mm f/4
qui non tradisce certo le aspettative.
Il test in campo macro è stato effettuato fotografando una vechia scheda
video dismessa...un soggetto piuttosto critico in grado di evidenziare
cadute di risolvenza o frange di aberrazione cromatica anche minime. A
rapporto di riproduzione di 1:10, il Rodagon 80/4 esibisce prestazioni
molto buone da f/4 ad f/11, con picchi di eccellenza ad f/5.6 ed f/8,
per di più senza alcuna variazione apprezzabile tra aree centrali ed
aree periferiche.
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0.2x (1:10) |
0.5x (1:2) |
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| Centro |
Bordi |
Centro |
Bordi |
Il comportamento a rapporti di riproduzioni ancora
più elevati (1:2) rimane invariabilmente ottimo, con una leggere
flessione ad f/11 dove la diffrazione, aiutata dalla caduta geometrica
di luce dovuta all'incremento del tiraggio, agisce contro la risoluzione
con rinnovato vigore. Sebbene i bordi risultino iin leggera flessione
alla massima apertura, mi sento di affermare che il Rodagon 80mm f/4 sia
perfettamente a suo agio anche ad ingrandimenti prossimi allo 0.5x, cioè
in condizioni di lavoro davvero molto lontane dalle specifiche di
progetto. Si consideri infatti, come, per naturale ragionamento
simmetrico, un rapporto di ingrandimento 1:2 in un ottica da
ingrandimento corrisponda ad un ingrandimento in stampa pari a 2x,
dunque al limite delle specifiche tecniche di progetto.
Si noti ancora come la distanza di messa a fuoco a 1:2 (38 cm) sia
estremamente favorevole, in virtù dello schema ottico rigido non
flottante che non consente alcuna riduzione della lunghezza focale al
diminuire della distanza di messa a fuoco. Il
Micro Nikkor Ais
105mm f/2.8, ad esempio, raggiunge il rapporto di riproduzione di
1:2 alla distanza di messa a fuoco di 41 cm, corrispondente ad una
lunghezza focale effettiva di circa 82mm.
La terza serie di test è in realtà una crudele
comparazione tra il Rodenstock Rodagon 80mm f/4 e l'intramontabile Micro
Nikkor 55mm f/2.8 ai due rapporti di ingrandimento di 0.2x e 0.5x.
Al rapporto di ingrandimento di 1:10, per il quale il Micro Nikkor
55/2.8 è stato specificatamente ottimizzato, l'esito della competizione
è piuttosto incerto e, sebbene si debba ammettere la palese supremazia
del Micro Nikkor ad f/4, ai due successivi diaframmi la resa è davvero
molto simile in termini di risoluzione, con un leggerissimo vantaggio
del nipponico sul contrasto generale.
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0.2x (1:10) |
0.5x (1:2) |
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| Rodagon 80/4 vs.
Micro Nikkor 55/2.8 |
I rapporti di forza rimangono sostanzialmente
invariati al rapporto di riproduzione 1:2, dove però il teutonico
recupera ampiamente lo svantaggio esistente alla massima apertura di
diaframma. Solo in termini di contrasto il 55/2.8 rimane in posizione di
leggera superiorità sul Rodagon.
Conclusioni
Il Rodenstock Rodagon
80mm f/4, montato su un elicoide di messa a fuoco opportunamente
adattato, offre prestazioni molto buone da f/4 ad f/11, che
diventano eccellenti ad f/5.6 ed f/8, sia a lunga distanza che
in campo macro, fino al rapporto di ingrandimento di 1:2. Tale
configurazione è in grado di rivaleggiare otticamente con le
prestazioni di un vero e proprio obiettivo macro.
Conclusion
The Rodenstock Rodagon 80mm f/4,
coupled with an opportunely modified focusing helicoid,
gives very solid performances from f/4 to f/11, that become
excellent at f/5.6 and f/8, both at long distances and in
macro , field until to reproduction ratio of 1:2. This
configuration can really match a classic macro lens.