Presentato al pubblico nel novembre del 1989 (e appena mandato in
pensione dal nuovo Micro Nikkor AFs 60mm f/2.8G ED...), il Micro
Nikkor AF 60mm f/2.8 ha avuto il compito non facile di raccogliere
la gloriosa, trentennale eredità della nobile stirpe dei Micro
Nikkor 55mm. Preceduto da un'ignobile (almeno meccanicamente) Micro
Nikkor AF 55mm f/2.8, il 60 Micro vanta un rinnovato schema ottico
di 8 elementi in 7 gruppi (derivato dal Gauss del 55 Micro, con
l'aggiunta di un doppietto posteriore statico), un rapporto di
ingrandimento massimo di 1:1 ed un complesso (ma compatto) barilotto
a tre camme con relazioni meccaniche ben superiori a quelle
dell'infausto predecessore. Il rapporto di ingrandimento di 1:1
viene raggiunto alla distanza di messa a fuoco di quasi 22cm, misura
che determina una distanza di lavoro di circa 7 cm! Se vi sembrano
pochi, considerate che il nuovo Micro Nikkor AFs 60mm f/2.8 G ED
lavora ad 1:1 con circa 5cm di work distance, probabilmente a
causa di uno schema flottante che riduce ulteriormente la lunghezza
focale alle brevi distanze dimessa a fuoco.
Caratteristiche tecniche
| Lunghezza focale |
60 mm |
| Apertura massima |
f/2.8 |
| Lenti e gruppi |
8 elementi in 7 gruppi |
| Angolo di campo |
39°40' |
| Scala dei diaframmi |
da f/2.8 a f/32 |
| Scala delle distanze |
Da infinito a 0.219m |
| Massimo R.R. |
1:1 |
| Peso |
455g |
| Dimensioni |
70mm x 74mm |
| Diametro filtri |
62mm |
| Paraluce |
Nikon HN-22 |
Per questo modello, la Nikon prevede l'uso del paraluce accessorio
HN-22, a mio parere reso assolutamente inutile dalla lente frontale
profondamente "incassata" nel barilotto e ben protetta da riflessi
indesiderati anche a rapporti di ingrandimento prossimi al "life
size".
TEST
La prova a
lunga distanza è stata effettuata riprendendo il centro storico
del paese di Modica in una
giornata un po' opaca e dal cielo leggermente velato. Le fotografie sono state effettuate
utilizzando la fotocamera Nikon D2X su cavalletto Gitzo 1340 con
testa idrostatica Manfrotto MG468RC2. Gli scatti sono stati effettuati in
successione, con la fotocamera settata in qualità RAW,
sensibilità 100 ISO, contrasto, nitidezza e saturazione normali,
esposizione automatica a priorità di diaframma, misurazione
semi-spot. I file .NEF sono stati
convertiti in .JPG con Adobe Camera RAW 4.4.1, utilizzando i parametri
di default e intervenendo unicamente sulla taratura fine del
bianco.
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Infinito - Centro |
Infinito - Bordi |
Come si può facilmente notare dall'osservazione dei ritagli al
100%, dopo una leggera incertezza alla massima apertura, il 60mm
Micro sfodera prestazioni di ottimo livello da f/4 fino a f/11,
con un modesto calo di risolvenza a f/16, sicuramente dovuto
all'intervento di dinamiche distruttive legate alla diffrazione.
Le prove
comparative a breve distanza sono state
effettuate (con le stesse modalità di cui sopra) riprendendo un vecchio Hard Disk dismesso, con l'ausilio
di un flash Nikon SB-600 dotato di diffusore e di cavo TTL Nikon
SC-17.
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1:5 - Centro |
1:5 - Bordi |
1:1 - Centro |
1:1 - Bordi |
La resa ottica del Micro Nikkor
AF 60mm f/2.8D non riserva sorprese neppure nel campo macro.
Al
rapporto di ingrandimento di 1:5 (dove l'incremento di tiraggio
porta l'apertura massima indicata dalla fotocamera a f/3.2), la
resa al centro è ottima tra f/5.6 e f/16, buona a f/4 (dove si
notano però accenni di aberrazione cromatica), discreta a f/22;
la resa ai bordi è ottima tra f/8 ed f/16, buona a f/22,
discreta a f/4.
Al massimo rapporto di ingrandimento (cioè 1:1), la resa è molto buona tra f/8 ed f/16, tiene
abbastanza bene fino a f/22, per poi crollare a f/32 (ci
mancherebbe altro...). Fino al diaframma 11, si notano cenni di
aberrazione cromatica ai bordi.
Nel complesso, la prestazione migliore in campo macro si colloca
intorno ad f/11.
Ho potuto osservare che lo schema ottico a lenti flottanti
(un complesso triplo gruppo flottante, con Gauss anteriore avanzante
e
gruppo divergente posteriore stazionario) riduce sensibilmente
la lunghezza focale a rapporti di ingrandimenti elevati, onde
consentire un minor tiraggio finale. Al rapporto di
ingrandimento 1:1, la fotocamera indica un valore di luminosità
massima pari ad f/5, cioè maggiore di quella che si otterrebbe
con un semplice tiraggio meccanico, dove varrebbe la nota
relazione:
F/ reale = F/ impostato x (R + 1)
che ridurrebbe la
luminosità massima di un f/2.8 a f/5.6.
Conclusioni
Il Micro Nikkor 60mm f/2.8D
è un eccellente obiettivo macro, pressoché privo di difetti, se si
esclude una resa un po' opaca alla massima apertura e qualche aberrazione cromatica alla
aperture più elevate e a rapporti di ingrandimento prossimi ad 1:1. In campo macro, la resa ottica si
mantiene molto buona fino ad f/16 ed ancora accettabile fino ad
f/22! Il diaframma migliore, nelle applicazioni macrofotografiche, è
probabilmente f/11, mentre nella fotografia a lunga distanza il
diaframma migliore sembra essere f/8.
Conclusion
The Micro Nikkor 60mm f/2.8D is an
excellent macro lens, almost without weakness, except a dull
behavior at f/2.8 and some CA near
1:1. In macro, sharpness is very good until f/16 and
acceptable at f/22! Best compromise is f/11 in
macro and f/8 in landscape photography.