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NIKON NIKKOR AIS 400mm f5.6 IF-ED: Il quattrocento secondo Nikon

Stabilizzatori di seconda generazione, limitatori di focus range, motori ultrasonici, elementi ottici diffrattivi...sembra quasi che oggi non si possa più fare della buona caccia fotografica senza i più moderni ritrovati dell'ingegneria ottica! È forse in parte è veramente così: dopotutto, sappiamo bene che l'uomo inventa le cose e poi ne diventa schiavo (basti pensare alla televisione, all'automobile, alle banche, alle mogli...)
Ma ci fu un periodo in cui i fotografi potevano contare soltanto sull'acutezza della loro vista, sull'agilità delle loro dita, sulla saldezza dei loro muscoli; erano quelli i tempi di Eric Hosking e, più recentemente, dell'immarcescibile Günter Ziesler, eccellente fotografo naturalista tedesco che, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '90, utilizzò per moltissimi dei suoi reportage l'obiettivo che oggi abbiamo messo "impietosamente" alla sbarra.

Caratteristiche tecniche

Lunghezza focale 400 mm
Apertura massima f/5.6
Lenti e gruppi 7 elementi in 6 gruppi
Angolo di campo 6°10'
Scala dei diaframmi da f/5.6 a f/32
Scala delle distanze Da infinito a 4m
Massimo R.R. 1:8.8
Peso 1200g
Dimensioni 85mm x 262mm
Diametro filtri 72mm
Paraluce Telescopico

Il Nikkor Ais 400mm f/5,6 IF-ED è un classico teleobiettivo 8X, presentato in versione Ai nell'ormai lontano Agosto del 1978, ed aggiornato alla baionetta Ais nel febbraio del 1982. Con un peso di soli 1200g, un diametro filtri di 72mm ed una ragionevole distanza di messa a fuoco minima pari a 4m, il più piccolo 400mm di casa Nikon diventa subito il cavallo di battaglia di molti appassionati fotografi naturalisti.
Lo schema ottico è costituito da 7 elementi in 6 gruppi ed è caratteristicamente spostato molto in avanti all'interno del barilotto. La distribuzione molto asimmetrica del nocciolo ottico determina una serie di "problemi riflessi": l'ottica è relativamente sbilanciata in avanti, se non compensata da una fotocamera di peso adeguato; lo scatto dell'otturatore e il sollevamento dello specchio ingenerano una serie di vibrazioni ad interferenza spiccatamente costruttiva che sottopongono il complesso fotocamera-obiettivo ad un discreto rischio di mosso (soprattutto per tempi di otturazione compresi tra 1/60 ed 1/15); il rumore dello scatto viene fortemente amplificato dalla cassa di risonanza del barilotto semivuoto (provare per credere!!!).
Nell'esemplare in mio possesso, la messa a fuoco è molto scorrevole e precisa, specialmente in abbinamento alla ghiera del "click-stop setting" per la memorizzazione del punto di fuoco. Il diaframma chiude fino a f/32 e l'attacco per il cavalletto è così robusto da poter sostenere anche una Fiat 127...

TEST

La prova comparativa è stata effettuata fotografando un set di oggetti tra cui un vecchio Hard Disk, una banconota ed una treccia multicolore di filo per cucire. La fotocamera impiegata è stata una "classica" Nikon D2x, settata in qualità NEF, sensibilità 125 ISO, sharpening normal,  esposizione manuale, scatto remoto, specchio sollevato, cavalletto Gitzo 1340 con testa idrostatica Manfrotto MG468RC2.
I file .nef sono stati convertiti in .jpg tramite Adobe Camera RAW 4.3, secondo i valori di default del programma.

400 - Centro 400 - Bordi 400+TC14B - Centro 400+TC14B - Bordi

Come mostrato dalle prime delle 2 prove comparative (ottenute come di consueto "catturando" le schermate di lavoro di Adobe Photoshop con le 4 immagini affiancate), il Nikkor 400mm mostra una resa estremamente omogenea e regolare, con nitidezza e microcontrasto del tutto soddisfacenti e certamente superiori ai risultati offerti dai vari telezoom professionali. Unico piccolo neo, la presenza di una certa aberrazione cromatica assiale, che si manifesta con un netto alone violaceo sullo sfocato prossimale e verdastro sullo sfocato distale, specialmente in presenza di forti contrasti. La chiusura del diaframma di uno stop consente un piccolo vantaggio di nitidezza (soprattutto ai bordi) ma produce un certo incremento di aberrazione cromatica trasversale.
La combinazione con il Nikkor TC14B riduce, come prevedibile, le prestazioni ottiche, confermando la vox populi secondo cui questo teleobiettivo non gradisca troppo l'uso dei teleconverter.
La seconda comparativa mostra il confronto con uno dei "capolavori" dell'ingegneria ottica di casa Nikon: il Nikkor AFS 300mm f/4 corredato dell'ottimo Nikkor TC14EII.
I valori di diaframma indicati nelle foto comparative, si riferiscono al valore complessivo dell'insieme "obiettivo + moltiplicatore. 

400mm vs. 300mm + TC14E - Centro 400mm vs. 300mm + TC14E - Bordi

Le immagini fornite da questa "moderna alleanza" (che raggiunge comunque un peso complessivo di 1640g) mostrano una resa tutto sommato paragonabile all'anziano 400mm, che mostra perfino un picco di nitidezza a tutta apertura difficile da raggiungere dalla combinazione moltiplicata, perdendo però qualche punto per la presenza di un tracce di aberrazione cromatica assiale e trasversale.

Conclusioni

Il Nikon Nikkor Ais 400mm f/5.6 IF-ED è un ottimo teleobiettivo che ha nella compattezza il suo pregio principale. Le sue prestazioni ottiche sono ancora pienamente competitive con quelle delle ottiche più moderne e può essere utilizzato con piena soddisfazione, a patto di rinunciare alla messa a fuoco automatica.

Conclusion

The Nikon Nikkor Ais 400mm f/5.6 IF-ED is an excellent teleobjective, with a wonderful compactness. Its optical performances are fully competitive with modern lenses and you can use it with satisfaction, if you agree to give up autofocus.

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