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MICRO NIKKOR AIS 105mm f/2.8...grandi
prestazioni per piccoli soggetti...
Quando, nel Marzo del 1983, la Nikon introdusse in catalogo il Micro Nikkor Ais 105mm
f/2,8 (sostituendo l'immarcescibile 105mm Micro f/4, il cui schema
ottico era rimasto pressoché invariato sin dal 1969), la tecnologia
autofocus stava già emettendo i suoi primi vagiti. La Nikon F3AF
era stata infatti presentata in quello stesso anno, mentre la Nikon F501
sarebbe stata "varata" appena
3 anni più tardi.
Dotato di un
complesso schema ottico flottante a 10 elementi in 9 gruppi, il Micro Nikkor oggetto di questo test è certamente il più maturo di
tutti i Micro Nikkor a messa a fuoco manuale (se si esclude il PC
85mm Micro f/2.8, nato in piena epoca digitale). Dopo quasi 25 anni dalla sua presentazione, a
detta di tutti i suoi numerosi utenti, quest'ottica (non per nulla
mantenuta ancora in listino dalla casa del Sol Levante) raggiunge prestazioni ottiche
di assoluto rilievo, tuttora competitive
anche nell'ambito di un moderno sistema digitale professionale.
Caratteristiche tecniche
| Lunghezza focale |
105 mm |
| Apertura massima |
f/2.8 |
| Lenti e gruppi |
10 elementi in 9 gruppi |
| Angolo di campo |
23°20' |
| Scala dei diaframmi |
da f/2.8 a f/32 |
| Scala delle distanze |
Da infinito a 0.41m |
| Massimo R.R. |
1:2 |
| Peso |
525g |
| Dimensioni |
83,5mm x 66,5mm |
| Diametro filtri |
52mm |
| Paraluce |
Nikon HS-14 |
Oggetto di questa prova, sono le prestazioni del Micro Nikkor Ais 105mm f/2.8 alle
lunghe distanze, a distanza medio-breve (a rapporto di ingrandimento
di 1:7), a rapporto di ingrandimento di 1:2 e infine a rapporto di
ingrandimento 1:1 (in quest'ultimo caso, con l'aggiunta del
doppietto acromatico Nikon 4T da 52mm).
TEST
La prova a
lunga distanza è stata effettuata riprendendo il centro storico
del paese di Modica (dove io vivo, almeno per adesso) in una
giornata dall’aria limpida e tersa. Le fotografie, come nel
resto dei test di questa prova, sono state effettuate
utilizzando la fotocamera Nikon D2X su cavalletto Gitzo 1340 con
testa Manfrotto MG468RC2. Gli scatti sono stati effettuati in
successione, con la fotocamera settata in qualità RAW,
sensibilità 100 ISO, contrasto, nitidezza e saturazione normali,
esposizione manuale, misurazione spot. I file .nef sono stati
convertiti in .jpg con Adobe Camera RAW, utilizzando i parametri
di default e intervenendo unicamente sulla taratura fine del
bianco. Le prove comparative a media e breve distanza, sono state
invece effettuate riprendendo un vecchio Hard Disk dismesso, con l'ausilio
di un flash Nikon SB-600 dotato di diffusore autocostruito.
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Infinito - Centro |
Infinito - Bordi |
1:7 - Centro |
1:7 - Bordi |
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1:2 - Centro |
1:2 - Bordi |
1:1 - Centro |
1:1 - Bordi |
Come mostrato dalle prime 2 prove comparative
(ottenute come di consueto "catturando" le schermate di lavoro di Adobe
Photoshop con le 6 immagini affiancate), il Micro Nikkor 105mm mostra
alle lunghe distanze una risoluzione piuttosto deludente a f/2.8 (sia al
centro che ai bordi), che diventa appena discreta a f/4. Da f/5.6 a
f/16, però, la nitidezza raggiunge valori di assoluta eccellenza e
l'obiettivo è in grado di restituire immagini nitidissime e ben
contrastate sia al centro che ai bordi.
Al rapporto di ingrandimento di 1:7, il test è stato effettuato per
aperture comprese tra f/4 ed f/22. I risultati, piuttosto opachi a f/4 e
abbastanza soddisfacenti già ad f/5.6, raggiungono valori realmente
eccellenti da f/8 a f/16 (con un picco di qualità tra f/8 e f/11) e
rimangono ancora utilizzabili persino ad f/22. Risultati analoghi per il
rapporto di ingrandimento di 1:2, dove occorre solamente annotare un
impoverimento di prestazioni ad f/22, soprattutto al centro.
Il rapporto di riproduzione di 1:1 è stato raggiunto utilizzando il
doppietto acromatico Nikon 4T da 52mm. Da precedenti esperienze
personali, sugli obiettivi della serie Micro Nikkor, tale doppietto
(evidentemente progettato per l’uso su ottiche non specificatamente
macro e dunque dotate di una discreta curvatura di campo da correggere)
lavora in modo ottimale solo se montato in posizione invertita. In
pratica, dopo aver smontato l’anello di serraggio della lente, ho
capovolto e rimontato il doppietto, evitando di dover lavorare con
anelli di inversione più o meno artigianali. I risultati finali sono
davvero incoraggianti, con centro ottimo da f/5.6 ad f/16 e bordi
altrettanto buoni da f/8 ad f/16.
Conclusioni
Il Micro Nikkor
Ais 105mm f/2.8 si conferma un'ottica dalle prestazioni
eccellenti, pienamente integrabile in un moderno sistema
professionale digitale. Alle lunghe distanze, l'obiettivo sfodera
prestazioni eccellenti da f/5.6 a f/16, mentre la massima apertura
mostra un calo di prestazioni (soprattutto ai bordi).
In campo
macro, il Micro Nikkor 105 raggiunge il picco di prestazioni tra
f/8 e f/11, dove esibisce una correzione generale impeccabile. Le
prestazioni in macro declinano non troppo rapidamente a partire da
f/11, rimanendo molto buone anche ad f/16. Aggiungendo la lente addizionale acromatica 4T, il Micro
Nikkor mantiene una correzione eccellente ai diaframmi intermedi
fino al rapporto di riproduzione di 1:1. Nel complesso, la massima apertura (f/2.8)
va intesa come una agevolazione alle operazioni di messa a fuoco e
non come un reale diaframma di lavoro.
Conclusion
The Micro Nikkor Ais 105mm f/2.8
is an excellent lens, usable with great satisfaction also in a modern digital system. At
longer distances, the lens shows excellent performances
between f/5.6 and f/16.
In macro shots, the Micro Nikkor Ais 105mm f/2.8 lets the
light shine between f/8 and f/11, and it's fully usable up
to f/16. With Close Up Lens Nikon 4T (reversed mounted) at
1:1, the Micro Nikkor 105 keeps best performances at
f/8-f/11. On the whole, f/2.8 isn't really usable, but is
very very useful for focusing operations.
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