Pianta pelosa, pianta virtuosa...

I peli vegetali (o, più propriamente, tricomi) rivestono nelle piante funzioni diverse ma egualmente importanti. Ad esempio, nelle piante alofite (come la Tamerice comune) si sono evoluti peli ghiandolari (detti idatodi) altamente specializzati nell’eliminazione del sale in eccesso attraverso complessi meccanismi di guttazione. Nella Drosera (pianta carnivore presente con una sola specie nell’arco alpino), invece, si sono differenziati alcuni tricomi ghiandolari capaci di secernere sostanze vischiose e persino enzimi proteolitici con funzione digestiva!
Ma, indubbiamente, uno dei peli ghiandolari più evoluti e maggiormente specializzati del regno vegetale è certamente quello dell’Urtica dioica L., la comunissima ortica, la cui ben nota strategia difensiva (che le ha anche valso il caratteristico epiteto generico) dipende proprio dalla particolare morfofisiologia dei suoi tricomi.
I peli dell’ortica sono infatti costituiti da singole cellule irrobustite da pareti calcificate, mentre gli apici dei tricomi, molto fragili, sono silicizzati e sormontati da minuscole sfere. Detti apici si spezzano facilmente a becco di flauto, iniettando nel malcapitato il contenuto urticante del pelo costituito da istamina, acetilcolina, serotonina e acido formico. 

Tricoma di Urtica dioica

Dati di scatto

Fotocamera: Panasonic G6
Obiettivo: Nikon U10 0.22
Ingrandimento sul sensore: 7.5x
Numero di scatti: 101
Profondità di campo: 8 μm

Per realizzare questa immagine è stato necessario “scansionare” il soggetto lungo l’asse Z con 101 immagini, “fuse” successivamente dall’ottimo Zerene Stacker in modalità combinata (PMax e DMap). Per il comparto ottico, la scelta è caduta sull’eccellente Nikon U10 0.22, ottica "iris-equipped", originariamente dedicata all'osservazione in applicazioni gemmologiche e petrografiche, ma capace di fornire risultati di ottimo livello anche nella fotomicrografia in luce riflessa.