OBIETTIVI MACRO: proviamoli ad uno a uno...

PRESENTAZIONE

Contrariamente a quanto potrebbe pensare qualunque lettore digiuno di tecnica fotografica, il Rapporto di Riproduzione (o, più semplicemente, R.R.) non ha nulla a che vedere con le varie attività sessuali connesse alla continuazione della specie! Esso è più semplicemente il rapporto matematico tra le dimensioni dell'immagine virtuale proiettata sul sensore della fotocamera e le dimensioni reali del soggetto . Ad esempio, un R.R. pari a 1:3 indica che l'immagine proiettata sul sensore è tre volte più piccola dell'immagine reale. Il rapporto di riproduzione di 1:1 (oggetto di questo test), indica che il soggetto rela e e la sua immagine virtuale proiettata sul sensore hanno le medesime dimensioni. 
Gli obiettivi macro sono ottiche piuttosto specialistiche, ottimizzate su rapporti di riproduzione compresi (molto genericamente...) tra 1:10 e 1:1. Naturalmente, nulla vieta di utilizzarli anche a distanze di ripresa più convenzionali, né (aggiungendo un opportuno tiraggio) a rapporti di ingrandimento ancora maggiori. 
Questo test è il risultato di un'influenza fuori stagione che (complice il delirio febbrile...) mi ha concesso il tempo necessario a comparare i risultati (a R.R.=1:1) di 6 differenti obiettivi, alcuni dei quali utilizzati forzando non poco le ipotesi progettuali dei loro schemi ottici.
In particolare, le ottiche testate sono le seguenti:

Il Nikkor Ais 200mm Micro f/4 è un classico strumento della macrofotografia naturalistica "da campo". Grazie al suo rapporto di riproduzione di 1:2 raggiunto alla ragguardevole distanza di messa a fuoco di 0.71m, consente di fotografare rettili e insetti ad una distanza di lavoro molto vantaggiosa. La ghiera di messa a fuoco è incredibilmente morbida e precisa, la qualità meccanica è tra le più alte mai raggiunte dalla casa del Sol Levante. Per raggiungere il rapporto di riproduzione di 1:1, ho utilizzato il mitico soffietto Nikon Pb4 (quello decentrabile e basculabile), oppure, laddove specificato, la lente addizionale Nikon 4T (un doppietto acromatico che conviene montare in posizione invertita per evitare di "sovracorreggere" la curvatura di campo della lente macro).

Il Nikkor EL 135mm f/5.6 è un classico 6 lenti in 4 gruppi. destinato alla stampa di negativi medio-formato. Come quasi tutti gli obiettivi da ingranditore, ha un attacco a vite M39mm x 1, facilmente adattabile alla baionetta Nikon. Con esso ho raggiunto il rapporto di ingrandimento 1:1 abbinandolo al soffietto Nikon PB4

Il Nikkor Ais 105mm Micro f/2.8 è ancora uno dei cavalli di battaglia del sistema Nikon; lo schema ottico molto complesso (10 lenti a doppio flottaggio) garantisce prestazioni eccellenti anche alle distanze di lavoro convenzionali. Come per il 200mm, il R.R.=1:1 è stato raggiunto sia utilizzando il soffietto Nikon PB4 sia aggiungendo (laddove specificato) la lente addizionale Nikon 4T in posizione invertita.

Il Rodagon 50mm f/2.8 è un classico 50mm da ingranditore, destinato al formato 24x36mm. Dispone di un sistema ottico a 6 lenti in 4 gruppi e del solito attacco M39mmx1. Le prestazioni nelle applicazioni macrofotografiche sono notoriamente molto elevate, tali da rivaleggiare con le tradizionali ottiche macro.  Il rapporto di ingrandimento 1:1 è stato raggiunto anteponendo alla lente un tubo di prolunga Nikon PK-13 da 27,5mm.

Il Mikrotar 45mm f/4.5 è certamente il più desueto dei 6 obiettivi provati.  Risalente agli anni quaranta e originariamente concepito nell'ambito del sistema specialistico Ultraphot, il Mikrotar si presenta con la caratteristica montatura RMS (Royal Microscope Screw), di non immediata adattabilità su corpi macchina Nikon. Costituito da sole 3 lenti in 3 gruppi, e dotato di una scala diaframmi fattoriale che va (di numero pari in numero pari) da 2 a 10, il Mikrotar 45 è ottimizzato per rapporti di riproduzione compresi tra 5X e 10X; montandolo direttamente su DSRL APS (tramite un tappo anteriore Nikon opportunamente forato e filettato...), raggiunge un rapporto di riproduzione pari a 1:1.

Il Canon FD 35mm f/2.8 Macrophoto Lens è anch'esso un'ottica estremamente specialistica e piuttosto difficile da reperire nel mercato dell'usato. Costruito con attacco RMS (ma corredato di adattatore RMS->Canon FD),  questo piccolo gioiellino di soli 60g di peso, si compone di uno schema ottico simmetrico a 6 lenti in 4 gruppi ed è corredato di un diaframma manuale con comando a leva che chiude fino a f/22. Pur essendo ottimizzato per rapporti di riproduzione compresi tra 2X e 6X, montando l'ottica direttamente sul corpo macchina, essa raggiunge un R.R. = 1:1.

TEST

La prova comparativa è stata effettuata fotografando una banconota da 20 € (soggetto di questi tempi sempre più raro e sfuggente...) disposta in maniera da garantire l'assoluta ortogonalità rispetto all'asse ottico di ripresa. La fotocamera impiegata è stata una "classica" Nikon D70s, settata in qualità NEF, sensibilità 200 ISO, esposizione manuale, flash Nikon SB600 + diffusore autocostruito, scatto remoto, cavalletto Gitzo 1340 con testa idrostatica Manfrotto MG468RC2. I file .nef sono stati convertiti in JPG tramite Adobe Camera RAW 4.3, secondo i valori di default
Le ottiche dotate di elicoide di messa a fuoco, sono state testate alla minima distanza di messa a fuoco compatibile con il R.R. cercato (trattandosi di schemi flottanti, si presuppone che alle minime distanze di messa a fuoco la resa sia maggiormente ottimizzata nel campo macro)
Per non rendere il test troppo lungo e complesso, ho limitato la prova a due soli diaframmi: f/5.6 e f/11, ritenuti sufficientemente indicativi del comportamento degli obiettivi a diaframmi relativamente aperti e relativamente chiusi. Ho preferito non utilizzare il diaframma f/16 per escludere l'interevento di fenomeni di degradazione ottica da diffrazione; parimenti, ho evitato il test a f/4 sia per non escludere il Mikrotar ed il Nikkor EL (entrambi di luminosità massima inferiore), sia perchè mi è sembrato un valore di apertura scarsamente utile nella macrofotografia documentativa.

f/5.6 - Centro

f/5.6 - Bordi

f/11 - Centro

f/11 - Bordi

Come mostrato dalle prima delle prove comparative (ottenute "catturando" le schermate di lavoro di Adobe Photoshop con le 8 immagini affiancate), al centro dell'immagine a f/5.6 il Canon sfodera prestazioni eccellenti, con un contrasto, un dettaglio ed una "tridimensionalità" imbattibili. Segue, molto da vicino, il Rodagon 50; molto buono il 105 Micro (che peggiora un po' con la 4T invertita), buono il Nikkor EL 135 così come il 200 Micro (che però peggiora non poco con l'aggiunta del doppietto acromatico). Fanalino di coda, il Mikrotar 45, evidentemente progettato per rapporti di ingrandimento decisamente più elevati. 
Rimanendo sempre a f/5.6, ma spostandosi ai bordi dell'immagine, il Canon ed il Rodenstock mantengono prestazioni eccellenti (anzi, ai bordi il teutonico sembra rifarsi sul giapponese), così come il 105 Micro (che "tiene" abbastanza bene anche con la 4T). Non male il Nikkor da stampa che, a fronte di un contrasto un po' bassino, sfodera una nitidezza non da poco. I bordi segnano un vero e proprio impietoso tracollo per il 200 Micro (specialmente con il doppietto anteposto) e per il piccolo Mikrotar, che mostra anche una massiccia presenza di aberrazioni cromatiche.
Analizzando la comparativa a f/11, il centro dell'immagine mostra una sostanziale alterazione della precedente classifica: il Nikkor 200 Micro, finanche dotato della lente 4T, esibisce un picco di nitidezza davvero notevole, seguito molto da vicino dal Nikkor EL 135. Sempre eccellente il comportamento del piccolo Canon e dell'austero Rodagon; non male il 105 Micro, che sembra addirittura migliorare con l'anteposizione della lente 4T (esiti imprevisti ma possibili del flottaggio). Anche il Mikrotar 45 si riprende un po' a diaframma 11, sebbene non riesca a competere con gli altri avversari.
Spostandosi ai bordi, le ottiche testate mantengono quasi tutte un ottimo livello, con il Nikkor da ingranditore che esibisce la più alta prestazione, assieme al Nikkor 200. Solite prestazioni nebulose per l'arzillo vecchietto di Jena..

CONCLUSIONI

Nel campo di applicazione della macrofotografia, trovano posto anche ottiche non espressamente progettate per questo scopo (come le ottiche da ingranditore). In questo test, abbiamo confrontato il comportamente a R.R. = 1:1 di 6 ottiche diverse.
Il Canon FD 35mm f/2.8 Macrophoto Lens mostra prestazioni di assoluto rilievo, raggiungendo alti vertici di qualità a diaframma f/5.6, dove altre ottiche specialistiche non riescono a tenere il passo . È il vero vincitore morale di questa comparazione.
Il CZJ Mikrotar 45 f/4.5, notoriamente ottimizzato per riprese a forte ingrandimento (da 5X in su), non raggiunge nemmeno la sufficienza: mi sento quasi in colpa per averlo "coinvolto"  in una prova che non dà ragione delle sue reali qualità.
Il Rodenstock Rodagon 50 f/2.8 è un vero e proprio campione di costanza e le sue prestazione sono straordinariamente costanti ai diaframmi testati, sia al centro che ai bordi. Un'ottima scelta senza riserve.
Il Nikkor 105 Micro f/2.8 Ais non delude i suoi tifosi; eccellente a f/5.6 (meglio se senza la lente addizionale 4T), perde un pelino di nitidezza a f/11 (ma niente di preoccupante...).
Il Nikkor EL 135 f/5.6 è un ottica da ingranditore medio-formato (6x9) che a f/5.6 sfodera già prestazioni molto dignitose (ricordiamo che f/5.6 è la sua massima apertura); a f/11, però, subisce una vera e propria impennata di prestazioni, con dei bordi a dir poco magnifici.
Il Nikkor 200 Micro f/4 Ais, tra quelle testate, è certamente l'ottica dal comportamento più irregolare: a f/5.6 bordi scarsi e centro ottimo; a f/11 bordi e centro eccellenti, anche con lente 4T.


In order to obtain excellent macrophotos, you can also use lenses not officially optimized for this application (as enlarging lenses).
In this review, I have copmpared the behavior of six different macro lenses at R.R. = 1:1.
The Canon FD 35 f/2.8 Macrophoto Lens shows very high performances, expecially at f/5.6 (where other lenses don't match it). It's the real moral winner of this competition.
The CZJ Mikrotar 45 f/4.5, optimized for high magnification (from 5X to 10X), doesn't get a passing grade; I feel guilty about this test, that doesn't underscore real capacities of this lens.
The Rodagon 50 f/2.8 is a big champion of constancy and regularity, at tested apertures, even at extreme borders. A big choice, without reserves.
The Nikkor 105 Micro f/2.8 Ais doesn't disappoint its  fans; excellent at f/5.6 (better without close-up lens 4T), loses only a bit of sharpeness a f/11. 
The Nikkor EL 135 f/5.6 is a medium-format enlarging lens that at f/5.6 (wide open!) already shows very good performances; at f/11 it becomes the real winner, with unbeatable borders.
The Nikkor 200 Micro f/4 Ais is the most variable among tested lenses: at f/5.6 borders and center are very good; at f/11, borders and center become excellent, with close-up 4T too.

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