NIKON NIKKOR AIS 400mm f/3.5 IF ED...il campione dei pesi welter...

PRESENTAZIONE

Quando, nel lontano 1976, la casa nipponica presentò al grande pubblico il Nikkor 400mm f/3.5 IF ED (in versione K, subito seguita nell'anno successivo dalla versione con baionetta Ai) esso era indubbiamente il quattrocento millimetri più luminoso sul mercato. Il primato della luminosità relativa alla focale venne mantenuto fino all'anno di nascita del Canon FD 400mm f/2.8L. Solo nel 1985, la Nikon aggiunse a listino il pachidermico Nikkor Ais 400mm f/2.8 IF ED. Quest'ultimo divenne immediatamente lo strumento di elezione di molti fotografi sportivi, sebbene il prezzo e gli ingombri  lo elevassero molto spesso al rango di "sogno proibito".
In effetti, a fronte del guadagno di solo mezzo diaframma di luminosità, il 400/2.8 vantava una stazza notevolmente maggiore del fratellino f/3.5...per l'esattezza 82.5mm di eccedenza in lunghezza e ben 2350 grammi di sovrappeso! Per non parlare della maggiorazione di prezzo pari a circa il 40%. Tra l'altro, lo schema ottico del 400/2.8, nonostante i nove anni di vantaggio tecnologico, era rimasto praticamente identico a quello del 400/3.5: 8 elementi riuniti in 6 gruppi.
Caratterizzato da un peso complessivo di 2800 grammi, da una messa a fuoco minima ragionevolmente corta (4.5m) e da una maneggevolezza non dissimile da quella di un 300mm f/2.8, il Nikkor 400/3.5 rimase per molti anni la scelta obbligata di molti fotografi naturalisti. 
Alla luce di questi illustrissimi trascorsi, mi è sembrato interessante verificare il comportamento di questo strumento in abbinamento alle moderne fotocamere digitali.

DESCRIZIONE

Il Nikkor Ais 400mm f/3.5 IF-ED è certamente uno degli obiettivi meglio costruiti di tutto il listino Ai. La finitura esterna è la classica "nero martellato" dei teleobiettivi Nikkor Ai/Ais a messa a fuoco manuale; la ghiera di controllo del fuoco (corredata del caratteristico "click-stop setting" per la memorizzazione del punto di fuoco) è incredibilmente morbida e precisa, mentre quella dei diaframmi si arresta con sicurezza nei punti di blocco di blocco previsti; la filettatura frontale di 122mm consente il montaggio di uno speciale filtro protettivo UV (il Nikon L37C 122mm), reso quasi indispensabile dalla posizione esposta del grande elemento ED frontale; posteriormente, è presente anche un tradizionale porta-filtri a cassetto (da 39mm) che può ospitare anche lo speciale holder per polarizzatori Nikon C-PL1s. Purtroppo, il paraluce telescopio incorporato è oggettivamente troppo corto (sebbene molto pratico) per garantire un'adeguata protezione dei riflessi parassiti, specie in considerazione del grande diametro della lente frontale. Anche l'attacco per il cavalletto, sebbene robustissimo e fluidissimo, non brilla per ergonomia, essendo troppo corto e dotato di un unico foro di fissaggio che non consente un adeguato bilanciamento con corpi macchina di peso differente. In considerazione di questo notevole limite, ho deciso di adottare una soluzione un po' artigianale, modificando ad hoc una robustissima slitta di messa a fuoco di produzione Novoflex, la cui lunga corsa consente un perfetto bilanciamento del complesso fotocamera-obiettivo anche in configurazione "plus teleconverter"...tra l'altro con una finitura in perfetta "pendant" con il Nikkor 400/3.5!!!
Assieme al Nikkor 400/3.5, sono stati sottoposti a test anche quattro moltiplicatori di focale Nikon; il quartetto, piuttosto eterogeneo per epoca di progettazione e per caratteristiche tecniche, è costituito dal Nikon TC 14E II, dal Nikon TC 16A, dal Nikon TC 20E III Asph. e dal Nikon TC 300. Naturalmente, i due moltiplicatori TC 14E II e TC 20E III sono stati opportunamente modificati (asportazione di un dentino dalla baionetta) per poter essere compatibili con il 400/3.5.
Il Nikon TC 14E II è certamente uno dei più diffusi moltiplicatori del catalogo Nikon: presentato al pubblico nel giugno del 2001, esso è in realtà assolutamente identico (finiture a parte) al precedente TC 14E, che a sua volta ripropone il medesimo schema ottico (5 lenti in 5  gruppi) del veterano TC 14B, introdotto a catalogo nell'ormai lontano 1984. É veramente curioso che negli ultimi 30 anni lo schema ottico del moltiplicatore 1.4x non sia mai stato soggetto a revisione, specialmente se consideriamo che nello stesso periodo di tempo la Nikon ha prodotto ben tre schemi ottici di moltiplicatore 2x (TC300/301, TC 20E e TC 20E III). 
Il Nikon TC 16A è invece il più originale e tecnicamente complesso dei tre converter, essendo dotato di un sistema tradizionale di focheggiatura (comandato dal motore AF della fotocamera, tramite il consueto alberino) che consente di "ringiovanire" le vecchie ottiche Ai e Ais, purché di luminosità superiore ad f/2.8 (ma funziona perfettamente anche con il 400/3.5!!!). Presentato nel 1986 per essere abbinato alle primissime fotocamere Nikon AF, il TC 16A non riesce a dialogare correttamente con la maggior parte delle DSRL di casa Nikon, con eccezione della serie D2 con la quale esibisce prestazioni AF decisamente rapide (per via della limitata corsa del gruppo di lenti mobile) e precise. Il principio di funzionamento è piuttosto complesso: occorre pre-focheggiare "approssimativamente" l'obiettivo moltiplicato tramite la consueta ghiera di messa a fuoco manuale, quindi occorre attivare il sistema AF del TC 16A (tramite il pulsante di scatto o il pulsante AF-ON) che completerà la messa a fuoco di precisione. La corsa del gruppo focheggiatore (5 elementi in 5 gruppi, in disposizione molto simile a quella del Nikon TC 14A) è piuttosto limitata, certamente sufficiente a coprire il range di messa a fuoco di focali medio-corte, ma del tutto insufficiente per le focali più lunghe. Questo, in pratica, significa che quanto maggiore sarà la lunghezza focale dell'ottica utilizzata, tanto più approssimata dovrà essere la pre-focheggiatura manuale dell'obiettivo. Per chi volesse cimentarsi, esistono numerose risorse on line per la modifica del Nikon TC 16A al fine di renderlo compatibile con tutte le fotocamere digitali reflex di casa Nikon (purché dotate di motore di motore AF proprio).
Il Nikon TC 20E III è certamente il più recente dei moltiplicatori di casa Nikon, essendo stato presentato nel dicembre del 2009. Esso può vantare un complesso schema ottico a 7 lenti in 5 gruppi, con la presenza di una lente asferica che dovrebbe garantire un netto miglioramento nella resa ai bordi, specialmente nel confronto con la vecchia versione rispetto alla quale offre anche una consistente riduzione degli ingombri in lunghezza.
Il Nikon TC 300 è infine il più anziano dei tre moltiplicatori di focale, avendo superato da tempo i 35 anni di età!!!. Lungo oltre 11 centimetri e imbarazzantemente protundente, il Nikon TC 300 esibisce uno schema ottico a 5 lenti in altrettanti gruppi specificatamente ottimizzato per ottiche di lunghezza focale superiore ai 300mm. Successore dell'atavico TC 2 e predecessore del TC 301 (dotato di attacco Ais), il Nikon TC 300 ha fama di trovarsi molto a proprio agio alle terga del Nikkor 400mm f/3.5.

TEST

L'obiettivo ed i suoi moltiplicatori sono stati testati su un soggetto piuttosto particolare (una stuoia di canne grezze facente parte di una recinzione frangivento), ricchissimo di dettaglio e molto adatto alla valutazione dei parametri di risolvenza. Gli scatti nelle differenti combinazioni ottiche sono stati effettuati variando la distanza obiettivo-soggetto in modo da conservare sempre la stessa inquadratura, al fine di agevolare il confronto tra i differenti assetti. Il complesso fotocamera-obiettivo è stato posizionato su un robusto cavalletto Gitzo 1340 con testa a sfera Cullmann 40200. La fotocamera impiegata è stata una performante Nikon D7000, settata in qualità NEF, sensibilità 125 ISO,  esposizione manuale, scatto remoto, specchio sollevato.
I file .NEF sono stati convertiti in .JPG tramite Adobe Camera RAW 6.6, secondo i valori di default del programma.

400mm - Centro

400mm - Bordi

400 + TC14E II - Centro

400 + TC14E II - Bordi

400 + TC16A - Centro

400 + TC16A - Bordi

400 + TC20E III - Centro

400 + TC20E III - Bordi

400 + TC300 - Centro

400 + TC300 - Bordi

Come mostrato dalle prime due prove comparative, il Nikkor 400/3.5 esibisce prestazioni davvero molto buone sin dalla massima apertura, con un contrasto ed una definizione ottimali, specialmente in considerazione della progettazione non proprio recente. La nitidezza ed il contrasto aumentano progressivamente fino ad f/8, ma già ad f/5.6 i risultati sono assolutamente eccellenti, sia al centro che ai bordi. Visibile una certa aberrazione cromatica laterale nella coppia del Red/Cyan, molto facilmente rimuovibile in post-produzione. 

L'interposizione del teleconverter Nikon TC 14E II restituisce risultati del tutto incoraggianti, perfettamente usabili ad f/3.5-4 e decisamente buoni ad f/5.6 nominali (f/8 effettivo). Le aberrazioni cromatiche laterali (specialmente ai bordi) diventano proporzionalmente più evidenti, ma ancora non preoccupanti e soprattutto agevolmente correggibili con i consueti raw-developer a nostra disposizione. Nel complesso, un'ottima combinazione in grado di restituire un 560mm f/4.9 di peso inferiore ai 3 kg e con ottime prestazioni ottiche, nonostante la notevole "severità" del sensore della D7000.

In abbinamento al Nikon TC16A, il Nikkor 400/3.5 esordisce con prestazioni al centro inaspettatamente soddisfacenti sin dalla massima apertura (f/5.6 effettivi), tuttavia i bordi presentano una caduta di qualità realmente inaccettabile. Le aberrazioni cromatiche laterali diventano molto più visibili, probabilmente a causa dello schema ottico del converter, certamente analogo a quello del TC 14A, ottimizzato per ottiche di limitata lunghezza focale (specificatamente inferiore ai 300mm). Prove pratiche precedenti, qui non riportate, hanno evidenziato un certo miglioramento a distanze di lavoro molto più lunghe, quasi certamente a causa della riduzione della curvatura di campo. Questo non deve certo stupire: gli obiettivi a schema ottico flottante (marcati IF nel catalogo Nikkor) possono presentare vistose variazioni di rendimento con i moltiplicatori di focale al variare della distanza di messa a fuoco. In questo caso, poi, la faccenda è ulteriormente complicata dalla mobilità del gruppo focheggiatore del moltiplicatore di focale.

Con il Nikon TC 20E III, il Nikkor 400mm f/3.5 esibisce prestazione globalmente molto soddisfacenti, con buona nitidezza al centro fin dalla massima apertura (f/7 effettivo); i bordi viaggiano su livelli un po' inferiori, ma si deve tener conto che i file presentati non presentano alcuna correzione in post-produzione e che la rimozione delle aberrazioni cromatiche laterali dal Raw produce un chiaro aumento di nitidezza ai bordi, come dimostrato nelle immagini successive.

L'abbinamento del Nikkor 400/3.5 con l'arzillo  TC300 rende pienamente ragione del sacrificio sodomitico del malcapitato teleobiettivo: l'accoppiata, infatti, fornisce risultati al centro del tutto comparabili a quelli forniti in abbinamento al ben più giovane TC 20E III, mentre i bordi estremi sono persino migliori, a dispetto della lente asferica presente nel rampante nipotino. 

Le aberrazioni cromatiche trasversali (o laterali) del Nikkor 400/3.5 raggiungono valori tutto sommato abbastanza contenuti, soprattutto in relazione alla luminosità ed alla relativa anzianità di progetto. Naturalmente, tali aberrazioni subiscono un incremento significativo con l'uso dei teleconverter testati, rendendo altamente consigliabile la loro riduzione in sede di sviluppo del file grezzo tramite gli appositi tool previsti dai vari "RAW converter".  Nella successiva prova comparativa (limitata al valore di diaframma nominale f/5.6), si possono apprezzare gli effetti benefici di tale correzione su una porzione abbastanza periferica del campo inquadrato.

Aberrazioni cromatiche trasversali

Aberrazioni cromatiche longitudinali

Nitidezza con Post Produzione

Ben diversa è la questione dell'aberrazione cromatica longitudinale, i cui termini andrebbero affrontati in trattazione separata. Tuttavia, è possibile affermare con sicurezza che in situazioni specifiche, il Nikkor Ais 400mm f/3.5 IF ED soffre di aberrazioni cromatiche longitudinali relativamente consistenti, specialmente laddove i bordi di un soggetto molto luminoso si staglino su uno sfondo molto scuro. In questo caso, sullo sfocato prossimale compare uno sgradevole alone magenta, a cui si contrappone un (meno sgradevole) alone verdastro sullo sfocato distale. Per meglio comprendere la natura cromatica di tale aberrazione, è possibile osservare l'esempio allegato. La aberrazioni cromatiche longitudinali sono piuttosto difficili da correggere; nonostante alcuni "raw converter" prevedano specifici tool, i risultati sono comunque imprevedibili e non sempre pienamente soddisfacenti.
Infine, la terza immagine presentata (effettuata con la combinazione 400/3.5 + TC 20E III a diaframma nominale f/5.6) mostra quale livello di nitidezza possa essere raggiunto coniugando una certa attenzione alle tecniche di ripresa (specialmente in abbinamento ai teleconverter con fattore 2x) ed una attenta post-produzione volta all'eliminazione delle aberrazioni cromatiche trasversali e longitudinali e all'ottimizzazione delle maschere di contrasto.

CONCLUSIONI

Il Nikon Nikkor Ais 400mm f/3.5 IF-ED è un ottimo teleobiettivo che ha nella compattezza il suo pregio principale. Le sue prestazioni ottiche sono ancora pienamente competitive con quelle delle ottiche più moderne, soprattutto in termini di risolvenza pura e può essere utilizzato con piena soddisfazione anche sulle moderne fotocamere digitali. Il suo unico limite è una certa tendenza all'aberrazione cromatica longitudinale su soggetti molto contrastati. Fornisce risultati pienamente soddisfacenti anche in abbinamento al Nikon TC 14E, al Nikon TC 20E III e al sempreverde Nikon TC 300. L'abbinamento al Nikon TC 16A è piuttosto problematico e fornisce risultati apprezzabili solo al centro del campo inquadrato.


The Nikon Nikkor Ais 400mm f/3.5 IF-ED is an excellent teleobjective, with a wonderful compactness. Its optical performances are fully competitive with modern lenses (above all in terms of pure resolution) and you can use it with satisfaction in conjunction with a modern DSRL. Its only weak point is the tendency to give longitudinal chromatic aberrations with high contrasted subjects. It works very well in conjunction with the Nikon TC14E, the Nikon TC 20E III and the evergreen Nikon TC 300. Matched with the Nikon TC 16A, it gives decent results only at center.

Galleria fotografica

Caratteristiche Tecniche

  • Lunghezza focale: 400 mm
  • Apertura massima: f/3.5
  • Lenti e gruppi: 8 elementi in 6 gruppi
  • Angolo di campo: 6° 10'
  • Scala dei diaframmi: da f/3.5 a f/22
  • Scala delle distanze: da infinito a 4.5m
  • Massimo R.R.: 1:9.8
  • Peso: 2800g
  • Dimensioni: 134mm×304 mm
  • Diametro filtri: 122 e 39mm
  • Paraluce: Telescopico