Newton, Darwin e le penne del Pavone

Sono già trascorsi più di tre secoli da quando, nel 1704, Isac Newton, nei suoi primi studi sui colori strutturali in natura, ipotizzò che la caleidoscopica iridescenza del piumaggio del Pavone potesse dipendere da una particolare struttura microscopica delle penne. Egli infatti si accorse che i colori del piumaggio cambiavano secondo una sequenza prestabilita (detta appunto sequenza di Newton) a seconda dell'angolo di incidenza della luce. 
Nel 2003 il professor Jian Zi dell'Università di Shangai ha spiegato al mondo intero che l'iridescenza del piumaggio del Pavone dipende da un processo di generazione per interferenza dovuto all'interazione della luce incidente con la melanina (ad altissimo indice di rifrazione) contenuta nelle barbule, appiattite e rivestite da uno spesso strato di cheratina trasparente. 
Nel 1860 inoltre Charles Darwin ipotizzò, nella sua teoria sulla selezione sessuale, che ci fosse una relazione diretta tra la bellezza delle penne del pavone ed il suo successo riproduttivo. 
Nel 2007 l'intraprendente quanto graziosa ricercatrice Adeline Loyau ha dimostrato che esiste una correlazione matematica tra la luminosità e la grandezza degli eyespot della coda di un pavone maschio ed il suo reale successo riproduttivo.

DATI DI SCATTO

Fotocamera: Panasonic G6
Obiettivo: Nikon Plan 2x 0.05
Ingrandimento sul sensore: 2x
Numero di scatti: 14
Profondità di campo: 100μm

Avendo suscitato nei secoli trascorsi un così ampio interesse da parte dei più geniali promotori della crescita del sapere scientifico, è naturale che ci sia un certo imbarazzo nell'apprestarsi a fotografare la penna di un Pavone. Tra le tante inquadrature effettuate, a differente rapporto di ingrandimento, ho deciso di pubblicare una sola immagine, risultante dalla fusione di 14 scatti eseguiti in stacking lungo l'asse z. Il campo inquadrato è di circa 7 x 7 millimetri.