Macro-NIKKOR 65mm f/4.5 contro ZEISS LUMINAR 63mm f/4.5

PRESENTAZIONE

In questo articolo si affrontano, in una singolare competizione, due delle ottiche più prestigiose e blasonate tra quelle dedicate alla macrofotografia a medio-alto ingrandimento: il teutonico Zeiss Luminar 63mm/4.5 ed il giapponese Macro Nikkor 65mm f/4.5. In ambedue i casi, si tratta di obiettivi speciali, progettati per applicazioni scientifico-industriali, privi di regolazione del tiraggio (e dunque di meccanismo di focheggiatura) e di qualsiasi tipo di automatismo.
Lo Zeiss Luminar 63mm f/4.5 impiegato in questo test appartiene alla più recente delle numerose serie Luminar, caratterizzata dall'inconfondibile bollino colorato (identificativo della lunghezza focale), dalla luminosità massima espressa in valore di rapporto focale e di apertura numerica, dalla mancanza di prese di forza anteriori per lo smontaggio e dal logo con la dicitura ZEISS West Germany. Il Luminar in oggetto è caratterizzato da uno schema ottico sconcertantemente semplice (3 lenti in altrettanti gruppi), da dimensioni estremamente contenute e da un attacco in montatura RMS (Royal Microscope Screw, 20.32mmx0.7mm). L'apertura massima è indicata in valori di f (rapporto tra lunghezza focale e pupilla d'ingresso) e di AN (N x sen a/2, dove n è l'indice di rifrazione del mezzo e a/2 l'apertura angolare dell'obiettivo). La scala dei diaframmi è scandita da una successione fattoriale compresa tra 1 (massima apertura) e 60 (minima apertura) e ad ogni raddoppio di valore corrisponde un raddoppio del tempo di esposizione calcolato a partire dalla misura alla massima apertura. Dunque, se la massima apertura è f/4.5, a diaframma 2 si ha f/6.3, a valore 4 corrisponde f/9, a valore 8 corrisponde f/12.5 e così via.
Il Macro Nikkor 65mm f/4.5 fa parte della magnifica quaterna prodotta da Nikon (allora Nipon Kogaku) durante gli anni '70 a servizio del celeberrimo sistema Multiphot, un apparato per macrofotografia scientifica che consentiva di spaziare da 0.3x a 40x con pellicole comprese tra il piccolo formato 24x36mm e il ben più impegnativo 4x5 pollici. Al 65mm in questione, si affiancavano il 12cm f/6.3 (anch'esso in montatura L39) ed, in montatura RMS, il 35mm f/4.5 ed il 19mm f/2.8. Caratterizzato da uno schema ottico asimmetrico tipo Xenotar (5 lenti in 4 gruppi), piuttosto simile a quello del contemporaneo Micro Nikkor 55mm f/3.5 e curiosamente non invertito, il Macro Nikkor 65mm f/4.5 è ottimizzato per rapporti di ingrandimento compresi fra 3.5 e 10x. In modo non troppo dissimile dal Luminar 63/4.5, il Macro Nikkor presenta una scala diaframmi non convenzionale, in cui ad ogni numero della successione di scala corrisponde un raddoppio del tempo di esposizione, a partire dalla misurazione a tutta apertura. Per cui, a diaframma 2 corrisponde una luminosità f/6.3, a diaframma 3 corrisponde una luminosità f/9, a diaframma 4 corrisponde f/12.5 e così via. L'ottica presenta una tradizionale montatura a vite passo Leica 39x1mm.

TEST

La prova comparativa è stata effettuata fotografando una banconota da 20 euro. Gli scatti sono stati eseguiti utilizzando una fotocamera Nikon D2x in abbinamento ad un soffietto Nikon Pb4 ed ai necessari raccordi RMS-Nikon F e Leica 39x1 - Nikon F. L'illuminazione è stata fornita da un flash Nikon SB 800, dotato di mini-bank diffusore; la stabilità di tutto il complesso è stata assicurata da un solido Gitzo GT1340 con testa idrostatica Manfrotto MG468RC2. Tra la fotocamera ed il soffietto è stato interposto un tubo di prolunga Nikon PK-13, per evitare l'interferenza meccanica tra la voluminosa D2x ed il Nikon PB4. 
Gli scatti sono stati effettuati con la fotocamera settata in qualità RAW, sensibilità 125 ISO, contrasto, nitidezza e saturazione normali, esposizione manuale. I file .NEF sono stati convertiti in .JPG con Adobe Camera RAW 4.6, utilizzando i parametri di default e intervenendo unicamente sulla taratura fine del bianco.

T = 0mm - Centro

T = 0mm - Bordi

T = 90mm - Centro

T = 90mm - Bordi

T = 180mm - Centro

T = 180mm - Bordi

T = 120mm - Comparativa Centro

T = 120mm - Comparativa   Bordi

La prima sessione di prove è stata effettuata con soffietto tutto chiuso (tiraggio T=0mm), cioè con il tiraggio minimo, al quale bisogna però aggiungere il tiraggio del Nikon PK-13 e lo spessore dell'adattatore per Nikon F. Il rapporto di ingrandimento, con questi valori di tiraggio, è risultato pari a circa 2:1, un valore abbastanza distante da quelli ottimali previsti in sede di progetto per ambedue le ottiche. Come si può notare dall'osservazione dei ritagli al 100%, il Luminar sfodera prestazioni brillantissime in asse già da f/4.5, migliora di pochissimo ad apertura 2 (f/6.3)  ed inizia a perdere lentamente risolvenza ad apertura 4 (f/9), per effetto della diffrazione. Si ricordi che a questi rapporti di ingrandimento,  la diffrazione inizia ad intaccare la nitidezza già a diaframmi relativamente aperti. Inutile pertanto estendere il test ad aperture minori. Discorso analogo per la resa ai bordi, dove si nota un certo abbassamento di nitidezza soltanto alla massima apertura, probabilmente per un leggero difetto di curvatura di campo (ricordiamoci che stiamo lavorando al di fuori delle coordinate ottimali di progetto)
Il Macro Nikkor esibisce prestazioni assolutamente all'altezza del Luminar, con un contrasto leggermente superiore ed una nitidezza ai bordi alla massima apertura consistentemente migliore del teutonico. 
Nel complesso, dunque, al R.R. 2x situazione di parità con leggera prevalenza del Macro Nikkor sul Luminar. Per entrambe le ottiche, f/6.3 (cioè apertura 2) si rivela il diaframma migliore in assoluto.
La seconda sessione di prove (T=90mm) è stata condotta estendendo il soffietto di 90mm e questo valore di tiraggio (al quale bisogna come sempre aggiungere il PK-13 e lo spessore dell'anello adattatore) porta le due ottiche a rapporti di riproduzione dell'ordine di 2.7x, cioè abbastanza vicine al range ottimale di progetto.
In questo caso, come si può osservare dall'analisi dei crop al 100%, ambedue le ottiche forniscono risultati assolutamente magnifici, con un piccolo incremento di vantaggio per il Macro Nikkor, che esibisce bordi magnificamente corretti anche alla massima apertura e un microcontrasto generale leggermente superiore all'ottimo Luminar. Ancora una volta, il diaframma 2 (f/6.3) si rivela il più performante per ambedue le ottiche.
La terza sessione di prove (T=180mm), si è svolta ad un rapporto di riproduzione di circa 4x, ottenuto con un tiraggio del PB4 di 180mm (massima estensione). A questo valore di ingrandimento, Luminar e Macro Nikkor mostrano prestazioni al centro eccellenti e assolutamente equivalenti, mentre i bordi vedono ancora una volta una certa prevalenza del nipponico. Il diaframma migliore è sempre corrispondente al valore 2.
La quarta sessione di prova (T=120mm), svoltasi a rapporto di ingrandimento di circa 3x, vede comparire un terzo competitore: il più convenzionale Micro Nikkor AF 60mm f/2.8D, un ottica esplicitamente progettata per rapporti di ingrandimento meno spinti. Scopo di quest'ultima comparazione è quello di confrontare l'eventuale vantaggio, per rapporti di ingrandimento così elevati, nell'uso di ottiche specificatamente progettate per ambiti così rigorosi rispetto ad un obiettivo macro di tipo "convenzionale". Ed in effetti, dall'osservazione dei ritagli al 100%, risulta piuttosto chiaramente che (specialmente ai bordi) il Luminar ed il Macro Nikkor consentono di risolvere molto più dettaglio rispetto al più convenzionale Micro Nikkor, con un microcontrasto complessivo decisamente più elevato.

CONCLUSIONI

Questa volta è veramente difficile assegnare la vittoria ad una delle due ottiche testate; si tratta, in entrambi i casi, di strumenti raffinatissimi e dalle altissime prestazioni, con una leggera prevalenza del Macro Nikkor che, grazie ad uno schema ottico più complesso, padroneggia con più determinazione la curvatura di campo, restituendo bordi più incisi e contrastati. Decisamente fuori gioco il Micro Nikkor 60, che a rapporti di ingrandimenti così al di fuori delle specifiche di progetto, non riesce a tenere il passo con i due contendenti, nonostante il complesso schema ottico a 8 elementi in 7 gruppi.


This time it is really hard to assign victory to one of the two tested lenses; both of them are  excellent instruments, capable of very high performance. Only a slight prevalence of the Macro Nikkor, which thanks to its more complex optical scheme gives sharper and more contrasty corners. Firmly "out of action" the Micro Nikkor 60mm f/2.8 which at these magnifications can't  keep up with the two competitors, despite of its more complex optical scheme.

Galleria fotografica

Caratteristiche Tecniche

  • Modello: Macro-Nikkor 65/4.5
  • Lunghezza focale: 65 mm
  • Apertura massima: f/4.5
  • Schema ottico: 5 elementi in 4 gruppi
  • Scala dei diaframmi: da 1 a 6
  • R.R. ottimale : 3.5x - 10x
  • Dimensioni: 50.3mm x 50.0mm
  • Montatura: 39 x 1 mm
***
  • Modello: Zeiss Luminar 63/4.5
  • Lunghezza focale: 63 mm
  • Apertura massima: f/4.5
  • Schema ottico: 3 elementi in 3 gruppi
  • Scala dei diaframmi: da 1 a 60
  • R.R. ottimale : 2x - 10x
  • Dimensioni: 30.2mm x 27.5mm
  • Montatura: RMS