La Scutigera e la profondità di campo estesa

La Scutigera coleoptrata è un artropode chilopode di colore grigio-giallastro, caratterizzato da 15 paia di zampe lunghissime e delicate, a mio parere dotato di una bellezza irraggiungibile, ma statisticamente repellente ai più. Sfidando le più garrule tra le insulse ire muliebri, ne ospito sempre e volentieri qualcuna nel mio studio, ben consapevole sia del loro indiscutibile fascino sia della indefessa azione di controllo che esercitano sui più occulti popolamenti di ragni immancabilmente presenti nei remoti interstizi della mia biblioteca domestica.

DATI DI SCATTO

Fotocamera: Nikon D80
Obiettivo: Micro Nikkor AF 200mm f/4 D
Lampeggiatore: Nikon SB-800
Exposure Mode: Manuale (M)
ISO: 200
Diaframma: f/11
Tempo di scatto: 1/60 sec.
Numero di scatti: 15

La specie in oggetto presenta qualche piccola difficoltà per l'esecuzione di uno scatto documentativo dovuta essenzialmente alla notevole lunghezza delle zampe che supera di gran lunga la profondità di campo utile di una ripresa convenzionale. Come noto, l'uso di diaframmi estremamente chiusi (f/16 e oltre, fino ad f/32) traghetta l'immagine nel regno nefasto della diffrazione dove il peccato dell'incremento della PDC di paga pesantemente in termini di calo di risolvenza. La soluzione all'arcano problema si può trovare ricorrendo alla tecnica dello stacking, che consiste nella realizzazione di un numero di scatti sufficiente a coprire l'intera estensione del soggetto e nella loro successiva fusione (limitatamente alle porzioni ragionevolmente a fuoco di ogni singolo scatto) ad opera di specifici software (come Helicon Focus, CombineZ o Zerene Stacker)
Per ottenere l'immagine definitiva della Scutigera sono stati effettuati 15 scatti a diaframma f/11 scansionando l'intero soggetto e montando gli scatti realizzati (dopo la conversione da RAW a TIF) con un apposito software di stacking (Zerene Stacker). Il risultato finale, sebbene caratterizzato da una transizione piuttosto innaturale tra lo sfocato del primo piano e il soggetto vero e proprio, consente di leggere un apprezzabile dettaglio in tutta l'estensione della Scutigera.