Il Guardabuoi: dal Bufalo alla Frisona...

Bubulcus ibis...così lo battezzò Linneo nell'ormai lontano 1758, attingendo ad un termine già in disuso nel latino tardo-umanistico del tempo: Bubulcus (poi contaminato in bufulcus durante qualche oscura metamorfosi etrusca...) vuol dire proprio mandriano o, più letteralmente, conduttore di buoi: una più che esplicita allusione all'attitudine del Guardabuoi di sgattaiolare tra le poderose zampe di un bufalo africano o di scroccare un passaggio sulla groppa di un'antilope, perennemente alla ricerca degli insetti involati dal passaggio dei bovidi.

Animale simbolo delle savane subsahariane, il Guardabuoi ha manifestato dalla metà del '900 una fase di grande espansione dell'areale finendo per colonizzare tutti e cinque i continenti: Americhe, Asia meridionale, Oceania ed Europa. Le ragioni di siffatto dinamismo biogeografico (che di fatto attribuisce al taxon carattere di cosmopolitismo) sono probabilmente legate allo sfruttamento da parte della specie delle nuove tecniche agricole e di allevamento del bestiame, soprattutto nei paesi soggetti a rapido sviluppo.
In Italia, la prima nidificazione del Guardabuoi è avvenuta in Sardegna, nell'ormai lontano 1985. Successivamente, la specie ha colonizzato molte altre aree ed è attualmente diffusa in buona parte del paese, passando dalle 2 coppie nel 1985 alle 1.200 nel 2002. 

Airone guardabuoi (Bubulcus ibis)

Dati di scatto

Fotocamera: Nikon D7000
Obiettivo: Nikon Nikkor AF-I 500mm f/4 IF ED + Nikon TC14E II
ISO: 200
Diaframma: f/5.6 effettivi
Tempo di scatto: 1/80 sec

L'esecuzione della foto del Guardabuoi non ha presentato particolari difficoltà, se si escludono le criticità di esposizione sull'albedine del piumaggio ed una naturale tendenza della specie ad involarsi alla prima manifestazione di interesse. Dal punto di vista tecnico, l'immagine è stata prodotta dall'abbinamento di una vissuta Nikon D7000 con un Nikon Nikkor AF-I 500mm f/4 IF ED, vecchio indomito samurai del "periodo proto-AF"...