Il Culbianco isabellino, una comune rarità

Ciascun ornitologo degno di siffatto appellativo insegue nei propri sogni l'avvistamento di una specie rara, accidentale o in pericolo critico di estinzione. Le osservazioni omologate di rarità ornitologiche, oltre a costituire molto spesso un contributo tangibile alla conoscenza scientifica generale, assumono frequentemente un ruolo esornativo nel diadema personale dell'osservatore. Nulla di male, beninteso...ma tant'é!

Tuttavia, ci sono specie per le quali le osservazioni sono poche in relazione all'effettiva presenza sul territorio e spesso non sono indicative della reale consistenza numerica della specie. Una di queste è probabilmente il Culbianco isabellino (Oenanthe isabellina), per il quale l'identificazione è resa piuttosto incerta dalla relativa somiglianza con il Culbianco (Oenanthe oenanthe), oltre che dalla condivisione degli stessi habitat, che spesso assume i toni di una serena e pacifica convivenza.
I caratteri distintivi tra le due specie risultano sovente sfumati e incerti: generalmente, il Culbianco isabellino rispetto al Culbianco presenta una colorazione più pallida ed un minor contrasto tra le parti superiori e le inferiori. Solitamente, il carattere distintivo più evidente per molti osservatori risulta essere l'alula (piccola protuberanza piumata sul bordo anteriore dell'ala), molto scura ed in netto contrasto con il pallido piumaggio che la circonda. Tuttavia, per quanto mi riguarda, i più affidabili caratteri distintivi dell'isabellino sono legati alla postura (molto più "panciuta" e robusta che nel Culbianco) e alle dimensioni generali, che sono maggiori nell'isabellino.
Culbianco isabellino (Oenanthe isabellina)

Dati di scatto

Fotocamera: Nikon V2
Obiettivo: Nikon Nikkor AF-S 300mm f/4 IF ED + Nikon TC14E II
ISO: 160
Diaframma: f/7.1 effettivi
Tempo di scatto: 1/1000 sec

Da un punto di viste tecnico, l'immagine è stata eseguita in condizioni di mimetismo molto critiche (non è mai facile occultarsi efficacemente su una costa bassa rocciosa...), certamente agevolate dall'uso di una combinazione estremamente portatile (Nikon V2 e Nikon Nikkor AF-S 300mm f/4 IF ED abbinato ad un teleconverter Nikon TC14E II).