Fuori Tema

ULISSE ALDROVANDI E IL RINOCICALONTE

Nel 1642, mentre in inghilterra infuriava la guerra civile e tra i flutti del Pacifico Abel Tasman avvistava per primo la Tasmania, Ulysse Aldrovandi, nobile rampollo della Bologna "importante", pubblicava presso l'editore Nicolò Tebaldini (fondatore della Gazzetta Bologna) la sua memorabile "Monstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium",  Curiosamente, lo stesso anno in cui ad Arcetri di spegneva Galileo Galilei, assistito dalle cure fraterne di Vincenzo Viviani ed Evangelista Torricelli....

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REPETITA IUVANT...

Repetita iuvant...borbotta il maestro zelante allo scolaro svogliato, avvalendosi di una locuzione latina nota ai più. E le cose ripetute aiutano anche in fotografia, specialmente laddove ci sia un po' troppo rumore! La foto della Testuggine palustre siciliana (Emys trinacris Fritz et al, 2005) è stata realizzata, al fine di mantenersi al di sopra della distanza critica di fuga, con una Nikon V2 ed un Nikkor AFS 300mm f/4, preceduto dal teleconverter Nikon TC 14E e dall'adattatore Nikon FT-1 ...

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NEWTON, DARWIN E LE PENNE DEL PAVONE

Sono già trascorsi più di tre secoli da quando, nel 1704, Isac Newton, nei suoi primi studi sui colori strutturali in natura, ipotizzò che la caleidoscopica iridescenza del piumaggio del Pavone potesse dipendere da una particolare struttura microscopica delle penne. Egli infatti si accorse che i colori del piumaggio cambiavano secondo una sequenza prestabilita (detta appunto sequenza di Newton) a seconda dell'angolo di incidenza della luce. Nel 2003 il professor Jian Zi dell'Università di Shangai ha spiegato al mondo intero che l'iridescenza del piumaggio del Pavone dipende da un processo di generazione per interferenza...

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IL MIO NOME È OCCHIONE...

I nomi comuni di alcuni uccelli non sono sempre di immediata decifrabilità. 
Non molti ad esempio sanno che il nome del Succiacapre nasce dalla sua presunta abitudine di attaccarsi alle mammelle delle capre, suggendone la bianca, nutriente secrezione. All'origine di questa bizzarra diceria ci sarebbe un inconfutabile ipse dixit aristotelico, ma la fuorviante insinuazione è riportata financo nella celebre Naturalis Historia di Plinio il Vecchio...

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FARFALLE: BELLISSIME ANCHE DA VICINO !

Ci sono bellezze che non reggono alla magnificazione!
Il fresco sorriso di una giovane soubrette si sfalderebbe tristemente all'esame impietoso di una fotografia odontoiatrica, mentre la sericea pelle di una affermata fotomodella deluderebbe tutti i suoi fan se sottoposta ad una adeguata documentazione dermatoscopica. 
Ma le farfalle no! 

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FOTOGRAFIE TURBOLENTE

Capita spesso, percorrendo le strade durante le torride estati siciliane, di lasciarsi sedurre dal maliardo miraggio di una inverosimile pozza d'acqua sul rovente nastro d'asfalto: gli esperti di ottica fisica indicano questo strano fenomeno con il nome di "miraggio inferiore", per distinguerlo dai miraggi superiori, nei quali l'immagine appare invece riflessa superiormente...

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ROCCHE DEL CRASTO: DOVE OSANO I GRIFONI...

C'era una volta il Grifone...è proprio così che potrebbe iniziare la favola dei grifoni di Alcara Li Fusi...poi qualcuno pensò bene di liberarsi delle volpi che insidiavano il pollame spargendo amorevolmente sul territorio appetitosi bocconcini di carne aromatizzati alla stricnina; le volpi li gradirono e morirono e con loro gli ultimi grifoni di Alcara che ne  mangiarono le spoglie avvelenate. Era l'anno 1965 e da allora di quei grandi e pacifici avvoltoi (vuturuna, in vernacolo locale) non rimase che un lontano ricordo.

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LINOSA: L'ISOLA DELLE BERTE

Immaginate un grumo di lava che si erga timido e discreto su un vertiginoso fondale di oltre 500m, equidistante tra Sicilia ed Africa, incessantemente battuto dalle onde, circoscritto da una costa rocciosa a tratti aspra e inospitale che difende, come le mura di un castello medioevale, un'ampia caldera ricca di terra fertile e generosa. Questa è Linosa. L'isola delle Berte. Presente sull'isola con una popolazione stimata di circa 10.000 coppie (pari a circa il 60% della ...

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...UN'INSOLITA CAGNETTA...

La mia infanzia si è indubitabilmente consumata all'interno di due scenari fondamentali alquanto differenti: le coste basse e rocciose del litorale della Sicilia sud-orientale (dove trascorrevamo il lungo e spensierato periodo di vacanza estiva) con le sue pozze di marea sempre generosamente provvide di scoperte imprevedibili e le sinuose colline dell'entroterra ibleo, decorate da numerosi torrenti e fiumiciattoli, teatro delle mie prime escursioni naturalistiche con e senza fotocamera al collo...

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PELLEGRINO: UN FALCO DA RECORD

Il Falco pellegrino (Falco peregrinus) è certamente una delle specie di uccelli in grado di esibire il maggior numero di record, da quello velocistico (oltre 300km/h in picchiata) a quello del cosmopolitismo (con le sue numerose sottospecie il Falco pellegrino è presente in tutti i continenti), passando per il record di utilizzazione nelle attività umane: in molti aeroporti viene infatti impiegato con successo per allontanare stormi di uccelli potenzialmente pericolosi per...

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AH...IL TORCICOLLO...

Capita spesso, girovagando per valli e campi alberati, di udire un richiamo piuttosto caratteristico che ricorda alquanto la risata canzonatoria di uno spensierato ragazzino: è il richiamo del Torcicollo (Jynx torquilla), un uccelletto dalla livrea curiosamente mimetica, schivo ed elusivo quanto basta per sottrarsi alla vista dei più. Il Torcicollo appartiene alla famiglia dei picchi, pur non condividendone nè la capacità di scavare il legno nè le abitudini alimentari (si nutre prevalentemente di formiche, che cattura quasi sempre a terra, introducendo la lingua appiccicosa direttamente nei formicai)...

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LA COTURNICE SICILIANA

La Coturnice siciliana (Alectoris greca whitakeri) è uno dei più affascinanti endemismi della variegata fauna siciliana. La bellezza propria di questa sottospecie, geograficamente isolata dalla specie nominale continentale, è ulteriormente accresciuta dall'impervietà dei luoghi ove abita, soprattutto pendii soleggiati e pietrosi, sovente spezzati da forre improvvise e scarpate vertiginose. Non sono certo poche le giornate che ho sacrificato al desiderio di fotografarne qualcuna, talvolta segnate dal freddo gelido dell'inverno, talaltra ossessionate da un caldo, soffocante scirocco....

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L'AVVOCATO e gLI ERBARI STORICI

Molti anni fa accettai, per sbarcare il lunario, l'incarico di fotografare certi erbari storici, essiccati e figurati, custoditi in una prestigiosa biblioteca etnea. Trascorsi lunghissimi mesi in una saletta angusta e polverosa, sfogliando con la massima delicatezza migliaia di pagine ove giacevano da secoli piantine rinsecchite raccolte chissà dove o disegni di incomparabile minuziosità partoriti alla luce tremula di  qualche lampada ad  olio. Quasi tutti i giorni, sempre allo stesso orario, arrivava un anziano, distinto signore ...

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LA SAPONARIA SICILIANA E IL SEME DELLA BELLEZZA

I botanici le chiamano "piante pioniere" e sono quelle essenze che tra le prime colonizzano ambienti neoformati, caratterizzati da grande instabilità fisica e da una palese povertà trofica, consentendo il successivo insediamento di specie ecologicamente più esigenti. Tra queste, la Saponaria siciliana, elemento endemico (ad onta del nome) di Sicilia e Sardegna, che con i suoi pulvini colorati di rosa rallegra ogni estate gli inospitali lapilli vulcanici etnei di alta quota. 
Sebbene certamente bella in se, è nei suoi semi reniformi e densamente sculturati che la Saponaria raggiunge...

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IL POLLO SULTANO IN SICILIA: STORIA DI UN RITORNO

Ci sono storie dove l'uomo e la natura si incontrano che finiscono davvero bene. Poche, ma ci sono. E quella del Pollo sultano (Porphyrio porphyrio) in Sicilia è  una di queste. Ve la racconto in poche parole:
Molto comune nelle aree umide siciliane fino agli anni quaranta del secolo passato (tanto da assurgere al ruolo di vera e propria specialità gastronomica), dopo l'ultimo conflitto mondiale il Pollo sultano subisce un rapido tracollo della popolazione insulare soprattutto in conseguenza delle goliardiche bonifiche di mussoliniana memoria...

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IL GRANCHIO PISTOLERO

Il granchio di fiume (Potamon fluviatile Herbst, 1785) è l'unico granchio di acqua dolce italiano. Scontroso ed elusivo, buon indicatore ecologico di habitat ben equilibrati, la sua presenza nei corsi d'acqua è spesso svelata dall'imboccatura delle tane che scava sugli argini fangosi compatti. Di abitudini essenzialmente crepuscolari, non disdegna qualche breve passeggiata diurna in cerca di cibo: al riguardo, il granchio di fiume può serenamente definirsi onnivoro, cibandosi di invertebrati, avannotti e piccoli pesci, ma anche di alghe e piante acquatiche e persino di animali morti e rifiuti occasionali....

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IL MINIOTTERO E LA GROTTA DEI PIPISTRELLI

Provate a immaginare una grotta, piuttosto piccola, con dentro oltre diecimila pipistrelli svolazzanti, spessori di guano maleodorante che superano il metro di altezza, squadriglie di zanzare autan-indifferenti che pattugliano incessantemente l'ipogeo, tassi di umidità atmosferica prossimi alla saturazione e avrete più o meno l'idea del contesto in cui è stata realizzata questa immagine. La specie mostrata in questa fotografia è il Miniopterus schreibersii Kuhl, 1817, comunemente chiamato Miniottero di Schreiber. Certamente uno dei pipistrelli più piccoli della chirotterofauna italiana, come anche ...

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FISHEYE & HDR: LA STRANA COPPIA...

Prendete un obiettivo fisheye (nello specifico, il Nikkor AF DX 10.5mm f/2.8D G ED), trattate le immagini ottenute con un software di High Dynamic Range (come l'ottimo seppur giovane SNS-HDR Pro), aggiungete un pizzico di defishing con l'eccellente plug-in Image Trends Fisheye-Hemi et voilà...il successo è assicurato!!! Non v'è dubbio che l'azione congiunta dei tre effetti speciali (fisheyehdr defishing) consente di ottenere un "effetto WOW"decisamente superiore a quello insito nelle possibilità di ciascuno dei singoli espedienti, come si piò notare dall'osservazione delle seguenti immagini...

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LA SCUTIGERA E LA PROFONDITÀ DI CAMPO ESTESA

La Scutigera coleoptrata è un artropode chilopode di colore grigio-giallastro, caratterizzato da 15 paia di zampe lunghissime e delicate, a mio parere dotato di una bellezza irraggiungibile, ma statisticamente repellente ai più. Sfidando le più garrule tra le insulse ire muliebri, ne ospito sempre e volentieri qualcuna nel mio studio, ben consapevole sia del loro indiscutibile fascino sia della indefessa azione di controllo che esercitano sui più occulti popolamenti di ragni immancabilmente presenti nei remoti interstizi della mia biblioteca domestica...

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