Dall’ittiornite al crociere…un viaggio di 86 milioni di anni

2 maggio 2018…è di appena tre mesi fa la data di pubblicazione su “Nature” di un articolo, a firma di Bhart-Anjan S. Bhullar (illuminato ricercatore del Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università Yale), che sembrerebbe dimostrare la centralità del ruolo filogenetico dell’Ittiornite (Ichthyornis dispar) nella storia evolutiva del cranio degli uccelli, e del becco in particolare. Di forma e dimensioni simili a quelle di un’attuale sterna, l’Ittiornite [dal greco ichthýs, pesce e órnis, uccello] sorvolava abilmente i mari cretacei del Nord America alla ricerca di pesci. Dotato di un apparato di alimentazione simile a quello degli uccelli viventi (con un becco di transizione piccolo ed un sistema cinetico moderno) probabilmente l’Ittiornite non immaginava nemmeno che un giorno il suo becco si sarebbe evoluto in una ridda inestricabile di forme e dimensioni. In tale sorprendente radiazione adattativa, ben nota anche al Charles Darwin (che la studiò nelle 14 specie di fringuello classificate dal biologo britannico sulle Isole Galapagos), spicca certamente quella del Crociere (Loxia curvirostra Linnaeus, 1758), un passeriforme della famiglia dei Fringillidi, caratterizzato (oltre che dal vistoso dicromatismo sessuale) da un inconfondibile becco a punte incrociate, specializzato nell’estrazione dei semi dagli strobili delle conifere.

Crociere dell'Etna (Loxia curvirostra)

Dati di scatto

Fotocamera: Nikon V3 kit
Obiettivo: Nikkor AF-S 300mm f/4 E PF ED VR
Teleconverter: Nikon TC-14E II
Adattatore: Nikon FT-1
ISO: 180
Diaframma: f/7.1 effettivi
Tempo di scatto: 1/500 sec.

Crociere dell'Etna - Crop 100%

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Crociere dell'Etna (Loxia curvirostra)


Naturalmente, le attrezzature utilizzate per la ripresa del Crociere dell’Etna sono ben più modeste del Tomografo computerizzato di Bhullar e si limitano ad una Nikon V3 abbinata (con la mediazione elettromeccanica del Nikon FT-1) ad un Nikkor AF-S 300mm f/4 E PF ED VR, preceduto da un teleconverter Nikon TC14E II.
Come si può notare dall’analisi del crop al 100%, nonostante l’immagine abbia viaggiato attraverso un viluppo di ben 21 lenti, prima di approdare sull’ esigentissimo sensore (con un pixel size di soli 2.5 micron!!!), la qualità generale del file immagine è più che accettabile, soprattutto considerando che stiamo discutendo di una lunghezza focale FF-equivalente di ben 1134mm!!!