Chi Sono

Nato a Modica (RG) nel 1969, mi trasferisco a Catania nel 1988 per iniziare gli studi universitari. Laureatomi in Scienze Geologiche nel 1994, lavoro come fotografo presso i dipartimenti di Botanica e di Biologia Animale fino al 2006, anno in cui ritorno a Modica per insegnare Matematica e Scienze in una scuola per ragazzi difficili, lavoratori e immigrati extracomunitari. Sono sposato con Alessandra e abbiamo due figli: Lilia e Damiano.  

Fotografo per necessità. Perché niente alla fine ci è così familiare e presente da non sembrarci a volte estraneo, come nuovo. 
Le mattonelle del pavimento dove abbiamo tanto giocato da bambini, il timbro di certe voci che ci chiamano sempre solo per nome, la nostra stessa faccia insaponata nel riflesso dello specchio.
E niente, allo stesso tempo, ci è così straniero da non sembrarci a volte quasi familiare. Riconoscibile. Le sagome di certe nuvole in fondo ai paesaggi invernali, il profumo di case che ci accolgono adesso per la prima volta, lo sguardo di una donna incontrata su un lungo viale alberato.
Soprattutto, il susseguirsi delle forme di una qualunque fotografia, il loro ritmico accostarsi in forme composte, accuratamente separate da ombre e luci. 
Il loro svelarsi, infatti, ci ricorda sempre qualcosa di conosciuto o di riconoscibile. Ci riconduce ogni volta a luoghi o persone non del tutto ignoti, visti o sentiti in lontananza, indistinti nel brusio dei fatti, sfocati nella profondità dei luoghi, che forse ci aspettano ancora pazienti al prossimo angolo di strada, ma mai del tutto nuovi.
È proprio questa loro familiarità, questa parentela seppure lontana, questa riconosciuta consanguineità che le anima e le ravviva. È la forza delle cose già dette, la serietà dei convenevoli più unanimi, il ritrovato sapore delle pietanze già gustate. 
Chi disegna una fotografia, come chi la guarda, non si avventura mai veramente alla ricerca di isole nuove e spopolate; faticosamente, libera dalle erbacce sentieri comuni già tracciati, soffia via la polvere e le ragnatele dagli oggetti donati, ritrova a fatica il filo di lunghi discorsi prima interrotti, raccoglie fiori nascosti di specie già note, popola i sogni di amici e luoghi cari ai più, anche se a volte perduti da tempo immemorabile.
Un album di fotografie è come una scatola di giocattoli dove ogni guardante può ritrovare i propri, quelli con cui giocava da bambino e di cui non si ricordava quasi più. 
Chi disegna una fotografia, come chi la guarda, non cerca mai la verità, perché essa non ci è familiare e nessuno potrebbe mai riconoscerla.

Frammenti

...perché niente alla fine ci è così familiare e presente da non sembrarci a volte estraneo, come nuovo...
...chi disegna una fotografia, come chi la guarda, non cerca mai la verità,.. perché essa non ci è familiare e nessuno potrebbe mai riconoscerla..