Bocca di leone, guisa di naso e testa di morto!!!

Questo singolare trittico, solo apparentemente vituperativo, può essere in realtà riferito più che appropriatamente ad uno dei fiori più belli ed affascinanti del patrimonio floristico italiano: la Bocca di leone siciliana (Antirrhinum siculum Mill.), una pianta suffruticosa che abbellisce frequentemente bordi delle strade, rupi e ruderi fatiscenti con la sua caratteristica antesi persistente (fiorisce infatti in quasi tutti i mesi dell’anno).
L’epiteto generico “Antirrhinum” deriva infatti dai termini ἀντί (a guisa di...) e ῥῖνες (narici), alludendo alla corolla personata che rimane chiusa alla fauce da una particolare sporgenza del labbro inferiore (detta palato) e che conferisce al fiore una spiccata prosopomorfia.
Il nome comune Bocca di leone (estendibile all’intero genere Antirrhinum), origina invece dal fatto che, comprimendo lateralmente il tubo della corolla gamopetala, il labbro superiore (bilobato) e quello inferiore (trilobato) si allontanano reciprocamente dando l’apparenza di una fauce leonina.
Ma non finisce qui...quando i petali bianco-giallastri cadono, lasciano scoperta una capsula distintamente craniomorfa che pare ammiccare a qualcosa a metà tra il tema iconografico delle danze macabre tardomedievali e i mascheroni barocchi più grotteschi che occhieggiano dalle chiavi dei portali e dalle roste dei portoni.
Insomma, un fiore caratterizzato da una molteplicità di allegorie assolutamente non comune, che tutto considerato mal si coniuga con il significato florigrafico tradizionale, dove la Bocca di leone simboleggia il disinteresse e l’indifferenza, al punto tale che le donzelle nel tardo medioevo usavano adornarsene il capo per esprimere il rifiuto per i corteggiatori più insistenti e indesiderati.

Bocca di leone siciliana (Antirrhinum siculum Mill.)

Dati di scatto

Fotocamera: Panasonic G6
Obiettivo: Olympus MPlan 1.3X 0.03
Ingrandimento sul sensore: 1.3x
Numero di scatti: 21
Profondità di campo: 300 μm

Bocca di leone siciliana (Antirrhinum siculum Mill.)

Dati di scatto

Fotocamera: Nikon D7000
Obiettivo: Micro Nikkor AF-D 200mm f/4

ISO: 100
Diaframma: f/8 effettivi
Tempo di scatto: 1/5
Numero di scatti: 25

Per le immagini sopra riportate, sono stati utilizzati due setup molto differenti: la prima immagine è il risultato del focus stacking di 25 scatti effettuati con una stagionata Nikon D7000 su slitta micrometrica a traslazione manuale, abbinata ad un Micro Nikkor AFD 200mm f/4 IF ED. La seconda immagine nasce invece dalla fusione in fuoco composito di 21 scatti derivanti dall’abbinamento di una Panasonic G6 con l’obiettivo da microscopio Olympus MPlan 1.3X/0.03, un’ottica (in montatura RMS) per applicazioni metallurgiche approssimativamente corrispondente ad un 70mm f/9!!!