A caccia di bavose!

Ardea...oggi ridente cittadina dell'Agro pontino, placidamente rivolta alle pendici occidentali dei Colli Albani e felicemente risorta dal cumulo di ceneri in cui la ridusse Enea dopo lo sbarco sulle coste laziali. Publio Ovidio Nasone, al secolo Ovidio, nel XIV libro delle sue Metaorfosi riferisce che dalle macerie fumanti della città si levò in volo un grande Airone cenerino (Ardea cinerea) e tanto bastò a che i tassonomi (18 secoli dopo...) conferissero a tutta la variegata schiatta degli "aironi" l'epiteto generico di Ardeidae. Appartenenti all'ordine del Pelecaniformes, gli Ardeidi sono accomunati dall'avere zampe e collo ben sviluppate, corta coda che fa da contrappunto ad un becco lungo e robusto e dall'attuazione di tecniche di caccia estremamente raffinate e specializzate. Ciascuna specie di Ardeide può utilizzare una tecnica differente a seconda delle proprie dimensioni, delle caratteristiche dell'ambiente di caccia (profondità e dinamismo delle acque, presenza di altri competitori, condizioni meteorologiche...) e delle prede potenziali.

Gli etologi hanno addirittura catalogato siffatte tecniche distinguendole innanzitutto in Posture e Movimenti...se ad esempio la Postura eretta (con collo e corpo formanti un angolo acuto con il suolo) ha lo scopo di consentire una migliore osservazione del fondale di caccia, il movimento di Walking quickly è finalizzato all'inseguimento della preda già localizzata!

La Garzetta (Egretta garzetta), qui ripresa con una bavosa appena predata, per le sue performances venatorie costiere preferice alternare il Foot movements (movimento lento con frequente agitazione del fondale con le zampe, al fine di "stanare" le potenziale prede, poi catturate con un veloce movimento del collo) al Wing movements (un lento incedere con la ali allargare a proiettare un'ombra sull'acqua per facilitare la perlustrazione visuale dei fondali).

Garzetta (Egretta garzetta)

Dati di scatto

Fotocamera: Nikon D7000
Obiettivo: Nikon Nikkor AF-I 500mm f/4 IF ED
ISO: 400
Diaframma: f/4
Tempo di scatto: 1/1000 sec

Dal punto di vista tecnico, la foto non ha presentato particolari difficoltà, a parte la criticità di esposizione sul piumaggio candidamente niveo della specie. La fotocamera impiegata è stata un'anzianotta Nikon D7000, abbinata ad un sempreverde Nikon Nikkor AF-I 500mm f/4 IF ED.